home | centro di documentazione sulla cooperazione e l'economia sociale
via Mentana 2
40126 Bologna
Tel. 051.231313
Fax. 051.6561934
scrivici una mail
mail 
IL CENTRO PROGETTI RISORSE NEWS EDITORIA UNIVERSITA' LINK MAPPA

Home > Strutture > Imprese cooperative > Agro-alimentari > Gruppo Granarolo (Lega e Cofcooperative)

«

pagina precedente

 Gruppo Granarolo

All’inizio degli anni cinquanta nelle campagne bolognesi, diversi produttori cominciarono a costituire dei gruppi per la raccolta e la vendita del latte, allo scopo sia di poter contare su una maggiore forza contrattuale attraverso la vendita collettiva del latte sia di riorganizzare il trasporto e ridurne i costi. Poiché questa soluzione permetteva solo miglioramenti marginali del reddito di mezzadri e contadini, la cooperazione agricola aderente alla Lega, attraverso le associazioni di categoria, cominciò a promuovere la creazione di una cooperativa che unificasse i gruppi di raccolta: nacque così il 21 giugno 1957 il Consorzio bolognese produttori latte.
 
Nei primi mesi il consorzio si occupò solamente della raccolta e della vendita all’ingrosso agli industriali del latte dei soci e non fu quindi in grado ridurre la fortissima dipendenza degli allevatori dai due più importanti industriali privati che operavano nella città di Bologna (Ala-Zignago e Polenghi-Lombardo).
 
E’ sulla base di questa consapevolezza che, acquisita una certa disponibilità di latte, i dirigenti del consorzio, con l’appoggio dei soci, decisero di attrezzare uno stabilimento per portare direttamente il latte dalla produzione al consumo: nel 1958 si acquisì un caseificio già esistente a Granarolo Emilia (da qui la denominazione di latte Granarolo), si rinnovarono e integrarono gli impianti e si cominciò a distribuire il latte imbottigliato direttamente alle latterie; mentre nel 1963 si avviò la costruzione di un nuovo stabilimento.
 
Il consorzio registrò sin dai primi anni un insperato successo che aveva le sue radici nelle strategie di marketing e di posizionamento del prodotto che il gruppo dirigente guidato da Franco Migliori elaborò. In primo luogo si posizionò il prodotto su una fascia medio alta di mercato, sia insistendo sulle sue caratteristiche qualitative e sull’effettuazione di approfonditi controlli tecnici sia inventando un marchio ben identificabile, la G di Granarolo. In secondo luogo si avviò una campagna promozionale del tutto originale, che ricorreva ai canali della solidarietà sociale e si concretizzava nell’organizzazione di riunioni presso le sedi delle associazioni locali, dei partiti di sinistra e delle altre cooperative. Alla fine degli anni sessanta il Cbpl-Granarolo aveva conquistato la supremazia sul mercato cittadino, costringendo al ritiro la Polenghi-Lombardo, e cominciava a porsi obiettivi più importanti.
 
Negli stessi anni, tra il 1969 e il 1970 fece la comparsa sulla scena bolognese un’altra cooperativa, la Felsinea latte, patrocinata dalla Confcooperative allo scopo di lavorare il latte in precedenza raccolto dalla Polenghi-Lombardo.
 
La svolta più importante nella storia del gruppo avvenne nel 1973, quando le due cooperative pur aderendo a due Centrali differenti (Lega e Confcooperative), dopo una lunga serie di incontri svolti a tutti a livelli, decisero di dare vita ad un consorzio unitario, il Consorzio emiliano romagnolo produttori latte (Cerpl), al quale successivamente aderirono anche la Lattestense di Ferrara, la Cooperativa provinciale produttori latte di Rimini e quella di Ravenna (tutte nel 1973) e la Cooperativa produttori latte di Forlì (nel 1976). Un ulteriore allargamento della base sociale si ebbe nel 1982 con l’ingresso del Consorzio caseifici sociali di Modena. Con la creazione del Cerpl, la cooperazione lattiero casearia bolognese si proiettò su una dimensione prima regionale e poi nazionale, anche grazie al varo di un grande programma di investimenti che vennero realizzati negli anni successivi.
 
La tumultuosa crescita di questo decennio avrebbe richiesto una successiva ristrutturazione delle linee produttive, della gerarchia manageriale e della finanza aziendale, che però non si riuscì ad attuare.
 
Solamente dal 1992 in poi, a seguito di una gravissima crisi, si avviò una completa ristrutturazione del gruppo e si definirono nuove strategie di sviluppo. A guidare la rinascita del gruppo Granarolo fu chiamato Luciano Sita, proveniente dal Conad. Le principali linee strategiche che hanno permesso la grande crescita del gruppo negli anni novanta sono state: razionalizzazione degli impianti e della manodopera; conquista del mercato nazionale attraverso le acquisizioni (ricordiamo fra le altre quella della Sails in Puglia e quella della Centrale del latte di Milano); ingresso di una nuova cooperativa di soci, l’Assolac di Cosenza, che raccoglie gran parte degli allevatori calabresi; rafforzamento dell’immagine e della qualità dei prodotti del comparto del fresco attraverso l’innovazione e il controllo della filiera. Nel 2002 il gruppo Granarolo, con un fatturato pari a 686 milioni di euro risultava il gruppo leader in Italia nel comparto del latte fresco.
 
Fonte:
P. Battilani, G. Bigazzi, (a cura di), Oro bianco, Giona, Lodi, 2002.
G. Bertagnoni, (a cura di), Storia della Granarolo, il Mulino, Bologna, 2004.

Tesina Muec:
Il Gruppo Granarolo grande dimensione e identità cooperativa
 
Sito internet:


pagina per la stampa

HOMEPAGE IL CENTRO