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 Cooperativa mitilicoltori spezzini

L'allevamento e la coltivazione del mitile in vivaio a La Spezia risalgono circa all'anno 1887, quando Emanuele Albano, grazie all’esperienza accumulata nella sua città di origine Taranto, avviò le prime esperienze. Nel 1890 l'Albano coinvolse alcuni spezzini tra i quali il Sotto Prefetto della città, Pietro Savio, a costruire la S.a.S. "E. Albano & C." con capitale sociale di £.18.000. L'impresa dopo quindici anni di attività consumati fra peripezie e ristrettezze varie fallì.
 
Nei decenni successivi si sviluppò una notevole imprenditoria locale, mentre continuavano ad arrivare altri esponenti dell’industria del mitile tarantina.
 
Dopo la Seconda Guerra Mondiale si costituirono quattro cooperative di mitilicoltori: la "Proletaria", la "Sociale", la "Spezzina" e la "Speranza", le quali ebbero breve vita, fatta eccezione per la "Proletaria" che incorporò le altre. Le ditte concessionarie che ne facevano parte erano per lo più a conduzione familiare e questo portò progressivamente alla scomparsa del lavoro dipendente e all'estensione degli impianti.
 
Negli anni successivi il settore conobbe una crescita costante che si interruppe bruscamente solamente a seguito della crisi del 1973, generata dall’immissione sul mercato di ingenti quantitativi di frutti allevati nella provincia di Napoli in acque inquinate. Nelle cronache di tutti i giornali, il mitile fu associato alla parola "colera" e le vendite si bloccarono su tutto il territorio nazionale: molti mitilicoltori abbandonarono l'attività, mentre i ministeri competenti emanarono diverse disposizioni che imposero prima di tutto lo smantellamento dei vivai posti in zone non perfettamente salubri, secondariamente l’ introduzione di controlli in tutte le fasi della lavorazione e infine la costruzione dei complessi di stabulazione per garantire la sterilizzazione del frutto.
 
Questo insieme di provvedimenti legislativi produsse  cambiamenti sostanziali nel settore. I produttori spezzini decisero, infatti, di riunirsi in una cooperativa, la "Mitilicoltori Associati" per quanto riguardava la gestione dell'attività del complesso di stabulazione e di affidare la commercializzazione del prodotto ad un'altra cooperativa, la "Cooperativa Mitilicoltori Spezzini".
 
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