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 Cosepuri, cooperativa servizi pubblici di rimessa

Cosepuri può essere considerato un esempio dell’incontro tra l’esperienza cooperativa e il mondo della piccola impresa, perché fu fondata da un gruppo di noleggiatori di auto e di autisti. La sua nascita fu il risultato di un processo che si avviò nel 1969, quando cinque noleggiatori di Bologna decisero di affittare un locale per avere un recapito unico e collocarvi una telefonista che raccogliesse le chiamate per tutti e di darsi il nome di Auto Pubbliche Centro Fiera. Negli anni successivi la collaborazione si intensificò sino a spingere questi piccoli imprenditori a costituirsi in cooperativa nel 1972, grazie alla consulenza tecnica della Cna e della Lega, con il nome di Cosepuri. La strategia del sodalizio, alla quale ben presto aderirono anche proprietari di pullman, si incentrò sull’offerta di un parco vetture molto variegato che comprendeva anche soluzioni innovative come i minibus, di proprietà dei singoli soci. Grazie alla varietà del parco macchine essa si aggiudicò nel 1977 la concessione di un servizio di linea urbana dal comune di Bologna per minibus e, negli anni successivi, la gestione di servizi scolastici, di servizi a favore dei portatori di handicap nonché convenzioni per il trasporto dei dipendenti con diversi enti pubblici.
 
Nel 1980 un’importante trasformazione gettò le basi per la crescita futura: con una modifica statutaria si obbligarono i soci a cedere tutto il loro portafoglio clienti alla cooperativa, rendendo in questo modo incompatibile l’adesione al sodalizio con lo svolgimento dell’attività in proprio. La decisione fu molto sofferta e provocò la fuoriuscita di circa 40 soci. Parallelamente si cercò di accrescere il patrimonio netto del sodalizio, aumentando la quota sociale e la percentuale trattenuta dalla cooperativa per ogni servizio affidato ai soci. In questo modo Cosepuri si faceva carico della funzione commerciale e del rapporto con il mercato e assumeva anche la gestione diretta dei servizi giudicati strategici, mentre la generalità dei servizi continuava ad essere curata dai soci.
 
Notevoli furono gli investimenti effettuati nel corso degli anni ottanta per dotare Cosepuri di una efficiente struttura tecnologica e amministrativa: si introdussero programmi di gestione computerizzati, si potenziò il parco vetture. Parallelamente al potenziamento del core business venne avviata la diversificazione nel settore turistico con la creazione nel 1986 di un’agenzia di viaggi, la Cosepure viaggi, e l’acquisizione del pacchetto di maggioranza di Italturist, ribattezzata successivamente Wallaby Viaggi e incentivando i soci ad acquistare pullman Gran turismo. Contemporaneamente iniziò anche la diversificazione nel settore merci, grazie all’iniziativa di un aspirante socio, che a causa dell’età anziana, acquistò un furgone piuttosto che una vettura o un autobus e si propose per le consegne.
 
La divisione merci, destinata ad una rapida crescita, si specializzò soprattutto nelle prestazioni di ritiro e consegna immediati di plichi, documenti, piante e fiori. Sempre negli stessi anni la gamma produttiva fu completata dapprima con l’acquisto di un aereo da 8 posti, con il quale Cosepuri inaugurò un servizio di aerotaxi e successivamente con l’acquisizione di una quota azionaria della società triestina Frifly. Il dinamismo della seconda metà degli anni ottanta non produsse i risultati sperati in termini di bilancio, tanto che nel 1992 si decise la cessione del ramo turismo e della partecipazione della Frifly ad una finanziaria del gruppo Zoppas. Il risanamento fu portato avanti dagli stessi dirigenti che avevano sino ad allora guidato Cosepuri compreso il presidente Romano Caravita. Negli anni successivi tutto l’impegno venne diretto alla riorganizzazione e al potenziamento dei tre settori storici, auto, bus e merci, sia attraverso la riorganizzazione interna sia per mezzo dell’acquisizione di altre imprese o della creazione di società consortili con cooperative e municipalizzate operanti in Emilia Romagna. Nel 2002 Cosepuri vantava un giro d’affari di oltre 18 milioni euro e 266 imprese associate.
 
Fonte:
Ludovico Testa, Trent’anni di strada, Pendragon, Bologna, 2002.
 
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