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 Manutencoop

Nell’ambito del movimento cooperativo, gli anni settanta appaiono caratterizzati da una rapida crescita del settore dei servizi. Anche se la stragrande maggioranza delle odierne cooperative di servizio ha la propria origine in quel periodo o successivamente, esistono alcune significative eccezioni. Manutencoop, ad esempio, nasce nel 1938 con il nome di Società Anonima Cooperativa per le Manovalanze Ferroviarie.
 
Inizialmente associa 16 lavoratori, riunitisi per ottenere piccoli appalti nelle stazioni di Bologna e di altre località non distanti; in prevalenza si tratta di pulire piazzali, sale d’attesa, littorine e vagoni. Dopo la guerra il numero dei soci aumenta, e l’attività si estende ai rami meccanico e commerciale: l’ingresso di alcuni periti e ragionieri permette l’acquisizione degli appalti di manutenzione di locomotori e di altri mezzi, nonché la stipulazione di contratti per forniture alle Ferrovie dello Stato.
 
Conosciuta in questa fase con l’acronimo CMF, nel 1974 la società assume il nome di Manutencoop e si svincola dal rapporto privilegiato con le Ferrovie; in particolare entra nel mercato delle commesse scorporate dai capitolati edili (impiantistica elettrica, tubazioni, carpenteria, ecc.). Questo passaggio è la diretta conseguenza di un cambiamento di strategia delle Ferrovie dello Stato, che riconducono a sé la maggior parte dei lavori di manutenzione e pulizia.
 
Nella seconda metà degli anni settanta, Manutencoop continua la propria fase espansiva, assorbendo alcune cooperative della provincia ed entrando nel mercato dei combustibili, attraverso un rapporto commerciale con la Montedison.
 
Gli anni ottanta, invece, sono quelli dell’ingresso nel settore edile vero e proprio e in quello della distribuzione delle bibite. Ma questa poliedricità arriva a costituire un fattore di debolezza dell’azienda, se non altro per il fatto che i costi fissi non vengono adeguatamente ammortizzati, per cui nel 1984 si giunge ad una svolta. Restano attivi solo tre comparti (combustibili, pulizie, costruzioni), e contemporaneamente si cerca di puntare di più sul mercato extraregionale. Con questa ristrutturazione si conseguono i successi economici degli anni a noi più vicini, caratterizzati anche da un recupero dell’identità cooperativa che guarda al sociale, con la creazione di una divisione ecologica specializzata nel trattamento dei rifiuti.
 
Fonte:
Silvia Guicciardi, La cooperazione di servizi: il caso della Manutencoop, tesi di laurea in Storia dell'industria, Università di Bologna, a.a. 1998-99, relatore prof.ssa Vera Negri Zamagni;
 
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