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 Germania

L’anno che segna l’inizio del movimento cooperativo in Germania è il 1845. Fu proprio allora che venne organizzata la prima società tedesca a Chemnitz e negli stessi anni Victor Aimé Huber sosteneva che la cooperazione poteva essere una soluzione economica ottimale, soprattutto nel settore dell’ edilizia. Nel 1846 Frederich Wilhelm Raiffeisen cominciò la sua opera di supporto al movimento, seguito nel 1849 dalla fondazione, da parte di Herman Schulze-Delitzsch, di una cooperativa di calzolai e falegnami. I trent’anni successivi della storia del movimento cooperativo in Germania furono segnati essenzialmente da questi due uomini e dai loro collaboratori. Raiffeisen fu all'origine di un network di credito rurale e agricolo basato su forti unità locali, federate a livello regionale e unificate a livello nazionale in una banca cooperativa centrale  e da una federazione di cooperative agricole. Shulze-Delitzsch operò, invece, nel contesto urbano, sviluppando strutture di credito per artigiani e piccoli imprenditori. Nel 1864 esistevano ben 400 gruppi locali di questo tipo. L’anno successivo fu fondata a Weimar una banca centrale cooperativa. Due anni dopo Shulze-Delitzsch, allora membro del Parlamento Prussiano, portò all’approvazione della prima legislazione cooperativa tedesca. Gli anni successivi, fino alla prima guerra mondiale, videro lo stabilirsi della cooperazione di consumo con la fondazione di una organizzazione nazionale per la grande distribuzione nel 1897 e di una Unione Nazionale Cooperative Consumo nel 1903, presieduta da Heinrich Kaufmann. L’organizzazione di cooperative di abitazione ebbe inizio nel 1889. Nacque anche una unione nazionale delle cooperative agricole alternativa ad Hesse, fondata da Wilhelm Haas, che in seguito si sarebbe congiunta con quella di Raiffeisen. La banca cooperativa centrale  di Prussia, in seguito Deutsche Genossenschaftskasse (DG Bank), fu fondata nel 1895. Mentre nel 1901, sotto la guida di Karl Korthaus, prese forma una associazione nazionale per rappresentare il crescente numero di cooperative di produzioni non agricole. Si formarono varie società di certificazione in risposta ai cambiamenti apportati alla legge cooperativa, che resero le certificazioni obbligatorie in tutte le varie cooperative di settore. All’inizio della prima guerra mondiale erano presenti in Germania 34.568 cooperative con un numero di soci pari a  6.250.000. Durante la guerra l’associazione nazionale tedesca formò la Freier Ausschuss der Deutschen Genossenschaftsverbande (Libero Comitato delle Associazioni Cooperative Tedesche), che esiste tuttora come confederazione nazionale autonoma. Il dopoguerra fu un periodo di ulteriore crescita ed elaborazione, emersero rivalità tra associazioni di settore e si stabilirono delle organizzazioni centrali di affari per assumere funzioni specializzate nei vari settori o per l’intero movimento. Alla fine del 1943 il numero di cooperative raggiunse un picco di 53.348 con un numero di soci che arrivava quasi a 9.000.000. Tutto era destinato a cambiare drasticamente con la salita al governo del partito Nazional-Socialista, che fu ostile all’indipendenza ed alla democrazia delle cooperative e che trovò particolarmente offensivo l’orientamento socialista della cooperazione di consumo. La struttura organizzativa delle cooperative di consumo fu immediatamente abolita ed il controllo fu assunto dal Nazi Deutsche Arbeitsfront. Le organizzazioni di altri settori furono poste sotto il controllo e la supervisione fortemente centralizzate del governo. Questa fase di decadenza fu completata dalla liquidazione di tutte le organizzazioni centrali alla fine della guerra nel 1945. La ricostruzione del movimento cooperativo, ad ogni modo, fu rapida, ed in tutte e quattro le zone di occupazione del dopoguerra, c’erano nuove o riavviate strutture cooperative. Nell’area Russa, che presto diventò la Repubblica Democratica Tedesca (DDR), sorse un movimento di consumatori che cercava di emulare quello delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Furono riaperte le società di certificazione in tutte e tre le zone occidentali, la prima già nel 1945, e a partire dal 1949, con la nascita della Repubblica Federale Tedesca (RFT), divennero una realtà nazionale. Nel 1948 vennero ristabilite la federazione delle coop di consumo e la società di Raiffeisen. Seguì nel 1949 la federazione cooperative di abitazione. Nella Repubblica Federale Tedesca fu ristabilita una unione di associazioni centrali. La crescita e la elaborazione delle coop dei vari settori continuò in entrambe le repubbliche e presto le cooperative si stabilizzarono come elementi chiave dell’economia delle due nazioni. Una pubblicazione della DG Bank riportò che nella Repubblica Federale Tedesca all’inizio del 1985 erano presenti 10.185 cooperative con 14.018.037 soci (il 22,8% della popolazione). La Repubblica Democratica Tedesca fu fondata nel 1949, ricoprendo l’area di occupazione dell'URSS dopo la Seconda Guerra Mondiale. Essa adottò un modello Marxista-Leninista ortodosso per la sua economia, imponendo la nazionalizzazione di molte industrie e la collettivizzazione dell’agricoltura. Le cooperative vennero finanziate affinché diventassero la struttura economica principale nel settore del consumo e la Verband der Konsumgenossenschaften der DDR, fondata nel 1945, venne riconosciuta come veicolo per l’implementazione cooperativa del sistema di produzione e distribuzione attraverso il Paese. Nacque un Collegio Cooperativo a Dresda e il movimento assunse un ruolo importante negli affari internazionali delle cooperative anche grazie all’opera di alcuni membri tedeschi dell’ICA. Quest’ultima sponsorizzò delle attività volte a dare supporto alle cooperative dei paesi in via di sviluppo, in particolare quelli che avevano optato per i “socialisti, sentieri allo sviluppo”, ma anche volte a sostenere cooperativi di altri paesi che condividevano tale prospettiva. Proprio prima del collasso del sistema della Germania Est, nel 1989-90, l’ICA riportava un numero di soci pari a 4.600.000 (28,3% della popolazione) in 198 cooperative di consumo. Da allora, con il ricongiungimento delle due nazioni in un'unica Germania, sono stati fatti dei passi per integrare le cooperative di consumo dell'ex DDR con quelle del resto del paese e per reintrodurre cooperative negli altri settori dell’economia. La dissoluzione della Repubblica Democratica Tedesca, e il suo inserimento nella Germania Unita, ha posto problemi di riadattamento delle cooperative, problemi che tuttora esistono in una nazione dove la politica nazionale è quella di “un'economia sociale di mercato ” e dove le cooperative si sforzano di diventare un sistema che possa andare oltre sia l’individualismo che il collettivismo. Recenti statistiche dell’ICA sullo stato del movimento nella Germania Unificata hanno mostrato che nel 1996 erano presenti 10.320 cooperative con 22.322.050 soci (il 27,9% della popolazione) nei seguenti settori: agricolo—4.434/3.100.000; consumo—47/1.580.000; abitazione—1.940/3.151.050; assicurazioni—1/nd; credito—2.421/14.200.000; e produzione lavoro—1.477/291.000. Il supporto allo sviluppo cooperativo internazionale ha sempre costituito parte delle attività delle cooperative tedesche. Fin dal dopoguerra questo supporto è stato manifestato in vari modi. Nel 1968 nacque la International Raiffeisen Union, che riuniva settori di movimenti cooperativi di altri Paesi che ne condividevano l’ orientamento. I fondatori della moderna politica tedesca, Konrad Adenauer, Friedrich Ebert e Friederich Neumann, hanno tutti incluso nei loro programmi l’assistenza alle cooperative nei paesi in via di sviluppo. Le università tedesche hanno formato una rete di istituti cooperativi che hanno studiato, e presentato in conferenze internazionali, la condizione attuale e le possibilità future delle cooperative in tutto il mondo.
 
Fonte:
Jack Shaffer, Historical Dictionary of the Cooperative Movement, The Scarecrow Press, Inc. Lanham, Md., & London 1999.

Tesina:
La nascita e la diffusione della cooperazione di credito in Germania.
 
 
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