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 La SocietÓ Cattolica di Assicurazioni

La Società Cattolica di Assicurazione venne fondata nel 1896 a Verona da 34 soci fondatori e 36 azionisti di diverse regioni del centro nord, allo scopo di integrare in campo assicurativo le tante piccole iniziative che proprio in quegli anni erano germogliate sia dalle casse rurali sia delle unioni agricole. Ne furono promotori alcuni dei nomi più importanti della cooperazione di cultura cattolica, come Luigi Cerrutti, monsignor Luigi Bellio, l’avvocato Lorenzo Lorenzoni, il professore bergamasco Nicolò Rezzara, il pubblicista Cesare Algranati, il conte Stanislao Medolago Albani e l’avvocato Giuseppe Tovini.
 
Costituita come società anonima cooperativa, assunse subito le stesse caratteristiche delle altre realtà della cooperazione cattolica: aperta professione di cattolicità, emissione di azioni di valore molto basso per consentire l’adesione a tanti soci, impegno nella realizzazione di opere di utilità sociale destinando a tale scopo una parte degli utili.
 
Nonostante il poco capitale disponibile e le difficoltà nel trovare nuovi azionisti, la compagnia iniziò regolarmente l’attività di assicurazione contro i danni causati dalla grandine nel 1896, si diversificò nel ramo incendi nel 1898, mentre nel 1900 entrò nel ramo vita. Tuttavia, nel 1912, a seguito dell’introduzione del monopolio nel ramo vita, con la costituzione da parte dello stato della società Ina, Cattolica fu costretta a cedere il portafoglio vita e concentrò la propria attività al solo ramo danni, relativamente a grandine ed incendi. Nel complesso nel periodo che va dalla fondazione alla prima guerra mondiale la compagnia riuscì a consolidare la sua presenza in tutte le regioni del nord, Emilia compresa, e a registrare una crescita importante del suo settore privilegiato di attività, vale a dire l’assicurazione contro la grandine, grazie alla grande capacità di penetrazione presso la clientela agricola.
 
Il periodo fra il 1913 e il 1922 fu piuttosto difficile per la compagnia sia a causa degli eventi bellici (per alcuni anni la sede venne temporaneamente trasferita a Roma) sia per le difficoltà dell’agricoltura che risentì sia della diffusione della filossera e delle avverse condizioni meteorologiche: i premi raccolti diminuirono, mentre un bilancio, quello del 1919 venne chiuso in perdita.
 
Nel 1923, a seguito dell’approvazione della legge che segnò la fine del monopolio nelle assicurazione sulla vita, Cattolica avviò la riorganizzazione di questo ramo di attività (nel 1924 ottenne l’autorizzazione ministeriale). La crescita della compagnia fu continua per tutti gli anni venti: nel 1929 essa si presentava come una società con circa 300 dipendenti e oltre 100 agenzie generali. Sino alla seconda guerra mondiale l’attività della compagnia restò comunque concentrata nel ramo grandine, settore caratterizzato da una forte aleatorietà,che però Cattolica era sempre riuscita a governare attraverso un’attenta politica di riassicurazione, e sul ramo incendi, vero polmone finanziario e di redditività della compagnia, nonché principale strumento di stabilizzazione dei risultati.
 
Alla fine degli anni quaranta, Cattolica risultava ancora una compagnia fortemente specializzata su incendio e grandine (85% dei premi del ramo danni era relativo a questi due settori), tuttavia iniziavano ad intravedersi i primi effetti di una strategia di diversificazione che era stata avviata sin dagli anni venti: essa operava in 11 rami elementari e proponeva un’offerta articolata. Nel corso degli anni cinquanta si verificò un progressiva riequilibrio fra i diversi rami: i premi raccolti nel settore grandine, rispetto al totale del ramo danni, passarono dal 35% del 1946 al 9% del 1960, quelli del ramo incendio dal 52% al 29%, mentre parallelamente aumentarono le percentuali del settore trasporti, RC e infortuni. Altrettanto significativa fu nel periodo tra il 1945 e il 1960 la crescita del ramo vita, che negli anni cinquanta si collocò stabilmente attorno al 22 % di tutti i primi raccolti dalla compagnia.
 
Nei decenni successivi la compagnia continuò il processo di crescita e di diversificazione, che progressivamente la trasformò in un Gruppo fortemente specializzato nelle diverse aree assicurative - il risparmio, la previdenza e la copertura dei rischi - e in tutti i canali di vendita. La svolta più importante di questo lungo processo di crescita risale all’ultimo decennio del novecento. Infatti, negli anni novanta, con spirito pionieristico rispetto alla concorrenza, Cattolica colse il fenomeno della bancassicurazione: prima nel 1989 promuovendo la costituzione di Arca Vita, poi nel 1996 con la nascita di Risparmio e Previdenza. Inoltre nel 1996 fu costituita Cattolica Aziende, che permise al Gruppo di essere presente anche per il target delle grandi industrie attraverso il canale dei broker, mentre nel 1997 nacque R&P Assicurazioni: in un primo tempo destinata ad offrire prodotti danni per il canale bancassicurativo, successivamente, dal 2001 trasformata in Cattolica on line per operare sul web in un’ottica business to business. Infine nel luglio 2000 sono entrate a far parte del Gruppo diverse altre compagnie: Duomo Assicurazioni, Maeci e Maeci Vita, e Le Mans Vita (che ha cambiato ragione sociale in Duoma Previdenza). Un’ultima trasformazione da ricordare è la quotazione in borsa avvenuta il 20 novembre 2000.
 
Il Gruppo Cattolica con i 5.584 miliardi di premi aggregati raccolti supera il 4% del mercato assicurativo nazionale e occupa il settimo posto assoluto nella classifica nazionale del settore assicurativo, il decimo nei rami danni, il sesto nei rami vita.
 
Fonti:
Giorgio Borelli e Giovanni Zalin, a cura di, La Società Cattolica di Assicurazione nel suo primo secolo di attività, Società cattolica di assicurazione, Verona, 1996.
 
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