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 Estonia

Dominata in momenti differenti da Danesi, Svedesi, Tedeschi, Russi e Polacchi, l’Estonia ha conosciuto periodi davvero brevi di indipendenza (dal 1918 al 1940 e dal ’91 ai giorni nostri). Durante il primo periodo le cooperative Estoni ebbero una crescita rapida e vigorosa iniziata con la nascita di cooperative agricole e bancarie tra il 1898 ed il 1918 (sotto la sospetta amministrazione Zarista). Nel 1917 fu approvata la Legislazione inerente le cooperative ed il movimento poté trasformarsi, a partire dal 1938, in una struttura fiorente che includeva settori bancari, industriali, di assicurazione, di servizi e commerciali, raggruppati in 15 federazioni cooperative, 2.993 società locali, con 264.390 soci ed una organizzazione di vertice nazionale. Dal 1940 al 1991, quando la nazione venne a far parte dell’Unione Repubbliche Socialiste Sovietiche, tutte queste organizzazioni furono eliminate, con l’eccezione della struttura cooperativa di consumo. A partire dal 1991, grazie alla nuova indipendenza e all’assistenza dell’ICA e delle imprese cooperative nazionali, provenienti essenzialmente dai Paesi Scandinavi, il movimento cooperativo ha cominciato a riemergere, riallacciandosi alle vecchie esperienze; ma i 50 anni di dominazione statale e politica si sono rivelati per il Paese un formidabile ostacolo. Le cooperative di consumo sono state ricostituite come forze autonome e sono tornate a far parte dell’ICA. C’è stato un interesse crescente nelle cooperative agricole, organizzate sia tra agricoltori privati che da collettivi, e sono sorte anche piccole unità cooperative di produzione. Un rapporto statistico dell’ ICA del 1998 ci indica che nel 1996 c’era un movimento piuttosto ridotto di 30 cooperative di consumo con un numero di soci equivalente a 53.528 (il 3,7% della popolazione). Le aspettative per il futuro sono che l’Estonia ritorni presto alla vivace tradizione cooperativa di una volta.
 
Per approfondire:
Pagliani P., Il fenomeno cooperativo in Estonia, Bologna 1999.

Fonte:
Jack Shaffer, Historical Dictionary of the Cooperative Movement, The Scarecrow Press, Inc. Lanham, Md., & London 1999.

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