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 Stati Uniti

L’inizio del movimento cooperativo negli Stati Uniti d’America viene generalmente associato alla fondazione della società Philadelphia Contributionship for the insurance of homes from loss of fire, organizzata da Benjamin Franklin e colleghi nel lontano 1750. Essa sorse da tentativi precedenti di organizzare le proprie comunità contro il rischio di incendi. Filadelfia fu anche il luogo in cui fu fondata la prima società cooperativa agricola nel 1758. Successivi sviluppi del movimento furono sporadici ed isolati, ma al tempo della fondazione delle Rochdale Society in Inghilterra nel 1844, si registravano le seguenti organizzazioni: la prima cooperativa di produzione agricola (una cooperativa casearia stabilitasi a South Trenton, New Jersey, nel 1810); la prima cooperativa di consumo, fondata da William Bryn a New York City nel 1830; varie comunità cooperative organizzate a New Harmony, Indiana, da Robet Owen nel 1825; ed una società rurale, la Brook Farm, nei pressi di Boston nel 1841. Molte di queste ultime comunità furono solo degli esperimenti utopistici di breve durata. Il movimento cooperativo statunitense alla fine del suo primo secolo di vita ha visto molte sperimentazioni, ma è rimasto un movimento di modeste proporzioni.
Quasi a confermare che la fondazione della Rochdale Society (1844) è il vero inizio del moderno movimento cooperativo internazionale, l’attività cooperativa negli Stati Uniti si accelerò proprio in quegli anni. Nel periodo che va dal 1845 alla fine della prima guerra mondiale non ci fu un anno in cui non venne registrato qualche evento importante nella cronologia della storia cooperativa. Cooperative agricole di successo per l'acquisto, la produzione e la vendita sorsero in varie parti del Paese—in Massachussets, Connecticut, New York e New Jersey nel nord-est; in Maryland, Pennsylvania e West Virginia nella regione atlantica; Ohio, Illinois, Iowa, Wisconsin e Minnesota nella regione medio occidentale; Texas, Arkansas, Louisiana e Kentucky a sud; ed in California nell’allora lontana costa occidentale. Varie federazioni di cooperative di produttori di agrumi e altri frutti, mirtillo, grano, latticini e tabacco emersero prima a livello regionale e poi nazionale. La promozione generale dell’agricoltura e la difesa dei suoi interessi furono oggetto della National Grange of the Patrons of Husbandry (fondata nel 1867), dell’Alleanza Agricoltori (1874), della Unione Nazionale Agricoltori (1902) e della Federazione Americana Agenzie Agricole (1919), ognuna con la rispettiva rete di organizzazioni statali e locali.
 
Un’organizzazione pianificata delle cooperative di consumo, oltre che la continua formazione di società singole da parte di gruppi locali, emerse in questo periodo in molti stati del Paese: a Boston (1845), nello Utah tra i mormoni (1868), nel New England con la Associazione Cooperativa (1880), a Filadelfia con una Cooperativa di Dettaglianti (1888), nella regione medio occidentale con i Patron of Industry (mecenati dell’Industria) (1889), a New Orleans e Saint Louis con i Nelson Cooperative Stores (1892), a San Francisco con la Rochdale Society all'ingrosso(1900), nel Kansas con l’Associazione Cooperativa dello Stato del Kansas (1901), e anche sulla costa del Pacifico (1913). Notevole fu anche la promozione delle cooperative di consumo da parte delle organizzazioni sindacali come i Sovrani dell’Industria, i Cavalieri del Lavoro, i Minatori Uniti, che consideravano i soci cooperatori come compagni di lavoro per un mondo migliore e le società come un mezzo per assistere i sindacati nelle loro lotte. Le prime Cooperative di Studenti furono organizzate all’Università del Tennessee e ad Harvard. Una voce nazionale per le Cooperative di consumo divenne realtà, prima con l’Unione Cooperative d’America (1895) (prima associazione americana dell’ICA), poi con la Lega Cooperativa (1909), ed infine con la Lega Cooperativa degli Stati Uniti (1916). Questa adesso è diventata la Associazione Nazionale Affari Cooperativi ed è rappresentativa di tutti i settori della cooperazione.
 
Altre attività cooperative degne di nota includono le cooperative di servizi e di produzione: le prima di sartoria a Boston (1849), poi quelle casearie a New York (1856), di cantieri navali a Baltimora (1865), l’Associazione Cooperative Industriali a Filadelfia (1874), e le cooperative telefoniche, di cui le prime si organizzarono intorno al 1893. La prima cooperativa di irrigazione fu fondata a Tulare, in California. Le cooperative bancarie assunsero una certa importanza a Filadelfia, includendo la prima Banca Cooperativa per Afro-Americani. La prima cooperativa di abitazione, la Finnish Home Building Association, fu fondata nel 1918, e la prima cooperativa funebre fu organizzata dai minatori dell’Illinois nel 1915. Le prime società di credito sorsero nel New England nel 1909, incoraggiate dall’imprenditore di Boston Edward Filene, in collaborazione con il canadese Alphonse Desjardins. Fu emanata una legislazione cooperativa prima in Michigan nel 1865, poi a New York (1867) e in Pennsylvania (1887). La legislazione nazionale riguardante le cooperative era compresa nella Legge Anti-Trust Sherman (1890), la Legge Anti-Trust Clayton (1914) e nella Legge per il Prestito alle aziende agricole (1916), predecessore dell’attuale Sistema di Credito Agricolo. Le pubblicazioni importanti di questo periodo includono la History of Cooperation in the United States, pubblicata dalla Johns Hopkins University nel 1888 e How to Cooperate di Herbert Myrick del 1891. Al tempo della prima guerra mondiale le cooperative erano ormai un sistema più che solido negli Stati Uniti.
 
Il periodo tra la fine della prima guerra mondiale e lo scoppio della seconda fu un periodo di continua crescita e sfida, considerando che le cooperative statunitensi muovevano i primi passi per diventare le più estese al mondo. Le cooperative agricole raggiunsero un picco di 12.000 società nei primi anni ’30 e furono organizzate in federazioni statali, regionali e nazionali ed in gruppi di aree geografiche.Si incrementarono numericamente le grandi cooperative regionali di acquisto, produzione e vendita. Nel 1925 fu fondato l’Istituto Americano per la Cooperazione, che difendeva gli interessi delle cooperative agricole e che lanciò un incontro nazionale annuo ed una pubblicazione annuale, la American Cooperation. Il Consiglio Nazionale per le Cooperative Agricole, precedentemente Camera Nazionale Cooperative Agricole, fu fondato nel 1929 e rimane tuttora la grande voce del settore agricolo del movimento. Le Società di credito, ancora poche nel 1919, raggiunsero un totale di 8.683 nel 1945 con circa 3.000.000 di soci, ed erano supportate dall’Associazione Nazionale Società di Credito (CUNA) stabilitasi nel 1934, dalla CUNA Mutual Insurance e dalla CUNA Supply.
 
La CLUSA tenne il suo primo convegno nazionale nel 1918 e nei primi anni di attività comprese le più disparate organizzazioni cooperative di consumo. Incoraggiò l'apertura di negozi, ed altri servizi cooperativi, supportata dai sindacati, che  vedevano le condizioni economiche dei lavoratori minacciate dall’inflazione del dopoguerra. Edward Filene, oltre alla promozione ed al finanziamento delle società di credito, versò grandi quantità di denaro per incoraggiare le cooperative di consumo, attraverso il Filene Goodwill Fund, il Twentieth Century Fund e la Società di Distribuzione, che forniva fondi per lo sviluppo delle cooperative di consumo. Nel 1945 si registrarono 7.600 cooperative di consumo con un totale di 2.610.000 soci. Le cooperative petrolifere emersero negli anni ’20 per soddisfare le necessità dei numerosi possessori di automobili e della crescente meccanizzazione dell’agricoltura. Nel 1945 tali società raggiungevano le 1.500 con oltre 900.000 soci. Quella che sarebbe diventata la Compagnia Nazionale Assicurazioni fu fondata nel 1926 e nel 1934 si fuse con un’altra compagnia, la Mutual Service Insurance. Queste e altre 2.000 cooperative di assicurazione minori contavano ben 10.550.000 soci nel 1945. Le cooperative elettriche rurali furono stabilite per la prima volta a metà degli anni ’30 e nel 1942 fondarono la propria organizzazione nazionale, la Nreca, che nel 1945 registrava la presenza di 850 associazioni e 1.150.000 soci. Altre associazioni correlate come quella per il servizio telefonico raggiunsero un totale di 5.000 sistemi principali che servivano 330.000 soci nel 1945. Le cooperative sanitarie, apparse per la prima volta come ospedali cooperativi nel 1929, erano rappresentate dalla Federazione Sanitaria, fondata nel 1939, e supportate da una Agenzia per la Medicina Cooperativa della CLUSA. Nel 1945 esistevano 75 gruppi di questo tipo, prototipi dell’attuale HMOs, con 150.000 soci.
 
Il crescente interesse nelle cooperative da parte del governo a livello nazionale e statale si rifletteva in un corpo legislativo sempre crescente. A livello nazionale la Legge Capper-Volstead del 1922 fu seguita dalla Legge per il Credito Agricolo del ’23, dalla Legge per le vendite Cooperative del ’26, dal Farm Credit Act del ’33 , dalla Legge per le Unioni Federali di Credito del 1934 e dalla Legge per l’Elettrificazione Rurale del ’36. A livello degli Stati queste leggi ebbero molte conseguenze e le società di credito poterono includere nelle loro strategie di sviluppo anche legislazioni di credito statale.
 
Altri gruppi contribuirono alla crescita cooperativa. Sia la Conferenza Cattolica Nazionale che il Consiglio Nazionale delle Chiese si lanciarono nel 1937 in attività di incoraggiamento dei membri delle parrocchie perchè fondassero delle organizzazioni cooperative. Nel 1944 undici federazioni fra Stati stabilirono il Consiglio per lo Sviluppo Cooperativo per promuovere il movimento. Durante la crisi degli anni ’30 il governo statunitense incluse tra le attività di ripresa economica anche l’incoraggiamento delle cooperative. In questa direzione fu organizzato a New York il Progetto Cooperativo della Works Progress Administration (WPA), che assunse varie centinaia di persone per ricercare e pubblicare materiale su tutti gli aspetti dello sviluppo cooperativo. Tra i progetti non portati a termine c’era la proposta di pubblicare una Enciclopedia delle Cooperative.
 
Gli anni 1945-46 hanno registrato cambiamenti significativi nel profilo del movimento cooperativo statunitense. Le cooperative agricole hanno raggiunto il loro zenit nel 1950 con 10.179 associazioni e 7.732.000 soci. In seguito una combinazione di eventi che includeva la migrazione dalla campagna alla città, un incremento dei costi per l’agricoltura (in particolare per i piccoli operatori), il consolidamento delle piccole cooperative in associazioni più ampie, e la continua evoluzione delle organizzazioni regionali ed interregionali, contribuì ad una notevole decrescita in numero di cooperative e di soci. Nel 1984 si era scesi a 6.000 cooperative con 5.000.000 di soci. Nello stesso periodo il Sistema di Credito Agricolo si mosse in anticipo per ripagare gli investimenti governativi ricevuti in origine. Con alcuni sforzi ed ulteriore assistenza governativa, adesso si sta ristrutturando e adattando ai nuovi scenari agricoli e sta operando con successo in un mercato più integrato a livello internazionale.
 
Le cooperative di consumo hanno visto una nuova fonte di attività e di interesse nell’immediato secondo dopoguerra, ma in poco tempo anche le associazioni più grandi sono cadute in difficoltà, dovendo affrontare un ambiente molto competitivo ed un calo del numero di soci. Le piccole società fallirono e le più grandi cercarono di competere con le nuove sofisticate catene di supermercati. Un dato positivo fu, però, la nascita di un nuovo movimento di consumo che si basava su di un approccio non tradizionale e più ideologico. Alcuni servizi specializzati, come quello ricreativo, estesero il loro mercato. La tanto attesa Banca per le Cooperative di Consumo fu fondata dal Congresso degli Stati Uniti del 1978 e si rivelò fonte di finanziamento e di rinnovato incoraggiamento per la cooperazione di consumo. Però le società cooperative, che nel ’45 erano 9.100 e contavano 3.500.000 soci, erano declinate nel 1984 a 5.030 società con 1.500.000 soci. La CLUSA, che era nata come una grande organizzazione di cooperative di consumo nel 1916, completò la sua trasformazione in una prospettiva più inclusiva, diventando nel 1958 la Associazione Nazionale per gli Affari Cooperativi.
 
La crescita del movimento cooperativo Americano fu, invece, piuttosto rilevante nel settore delle società di credito, che nel 1945 erano 8.842 e contavano 2.838.000 soci, mentre nel 1984 arrivavano a 19.200 con ben 48.500.000 soci. Nel 1994, in seguito a varie operazioni di consolidamento delle società più piccole, si contavano 11.140 cooperative e 66.341.012 soci. Il movimento delle società di credito divenne un movimento di dimensioni internazionali, includendo nelle attività e nel sistema di supporto prima le società di credito Canadesi e poi altre cooperative di vari Paesi Occidentali. Nel 1970 fu organizzato il Consiglio Mondiale delle Società di Credito (WOCCU), con un quartier generale a Madison, in Wisconsin, la patria del movimento cooperativo statunitense.
 
Le cooperative di assicurazione e quelle per l’elettrificazione rurale hanno mostrato entrambe una crescita sostanziale, con un numero di società stazionario, ma un sostanziale incremento di soci. Le società di assicurazione aumentarono solo da 2.000 a 2.034 tra il 1945 ed il 1984, ma il loro totale complessivo di soci da 1.500.000 raggiunse i 18.600.000. Le compagnie elettriche passarono da 850 a 936 nello stesso periodo, ma il numero di soci ebbe un aumento significativo da 1.150.000 a 8.972.500. Le cooperative di abitazione, che nel ’45 erano solo 60 e registravano 3.000 soci, sono arrivate nel 1987 a 1.500 società con 620.000 soci, ma la crescita si è rallentata negli anni più recenti-. Le cooperative telefoniche sono diminuite drasticamente di numero, passando da 5.000 nel ’45 a 256 nel ’84, ma il numero di soci è cresciuto da 300.000 a 1.575.000.
 
Una ragione di sviluppo rilevante nel periodo recente è stata la scelta delle organizzazioni cooperative statunitensi di offrire un supporto concreto allo sviluppo cooperativo nei Paesi del Terzo Mondo. Anche se una tale attività non era nuova per alcune parti del movimento cooperativo (ad esempio la CUNA era stata già coinvolta nello sviluppo delle società di credito in varie parti del mondo, così come la CLUSA nelle cooperative dell’ICA), questo nuovo interesse per lo sviluppo di determinate aree e la partecipazione del governo degli Stati Uniti nell’assistenza portarono ad una notevole accelerazione di questo tipo di attività. Il Congresso degli Stati Uniti nel 1962 aggiunse l’Emendamento Humphrey alla Legge per l’Assistenza Estera, incaricando la USAID di coadiuvare lo sviluppo cooperativo e di utilizzare in questa funzione l’opera degli esperti americani in organizzazione cooperativa. Questo portò alla fondazione di sei organizzazioni cooperative—la Cooperativa Agricola per lo Sviluppo Internazionale, la Fondazione Cooperative di Abitazione, l’Associazione Nazionale Società di Credito, la Associazione Nazionale Cooperative per l’Elettrificazione Rurale, la Lega Cooperative degli Stati Uniti (adesso Associazione Nazionale per gli Affari Cooperativi) e l’Associazione Volontari per l’Assistenza Cooperativa Oltreoceano—le quali hanno tutte offerto aiuti concreti a partire da quell’anno e sono state finanziate dall’USAID. Le cooperative americane dovettero anche organizzare un meccanismo di coordinamento, la Commissione Sviluppo Cooperativo Oltreoceano, che per un certo periodo funzionò come commissione ufficiale della USAID.
 
A partire dal 1998 il movimento cooperativo americano rimane, in termini di soci, uno dei più grandi al mondo, superato solo dalla Cina e dall’India. I registri dell’ICA del 1997 ci presentano il seguente profilo della situazione cooperativa americana nel 1995: 27.599 società con 150.692.000 soci così divisi nei seguenti settori: agricolo—4.244/4.000.000; infanzia—650/50.000; consumo—350/324.000; sanitario—11/1.600.000; bancario—90/nd; credito—12.560/67.500.000; abitazione—6.450/1.081.000; assicurazioni—1.800/50.000.000; elettricità—1.290/26.200.000; produzione lavoro—154/nd. (è nota anche la presenza di alcune cooperative di pesca, una rete di cooperative telefoniche, e altre cooperative di settori diversi non enumerate). L’adesione cooperativa quell’anno equivaleva al 56,7% della popolazione nazionale. Nel 1990 l’Associazione Cooperativa Alumni (250 Rainbow Lane, Richmond, Kentucky 40475) formata in maggioranza da "veterani" del movimento cooperativo americano pubblicò, con il supporto di 17 organizzazioni nazionali, il Cooperative/Credit Union Dictionary and Reference, un libro di 410 pagine che fornisce informazioni sulla storia, lo sviluppo e la situazione attuale delle cooperative, principalmente in Canada e Stati Uniti. Esso è stato una risorsa di grande valore per l’autore del presente libro ed è altamente raccomandò a chiunque volesse informazioni dettagliate sul movimento cooperativo Nordamericano.
 
Fonte:
Jack Shaffer, Historical Dictionary of the Cooperative Movement, The Scarecrow Press, Inc. Lanham, Md., & London 1999.

Per approfondire:
Luca Alteri, La cooperazione statunitense tra business e solidarietà in "Rivista della Cooperazione  n. 3 Luglio Settembre 2004, pp. 53-66.  Scarica file da Istituto Luzzatti
 
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