home | centro di documentazione sulla cooperazione e l'economia sociale
via Mentana 2
40126 Bologna
Tel. 051.231313
Fax. 051.6561934
scrivici una mail
mail 
IL CENTRO PROGETTI RISORSE NEWS EDITORIA UNIVERSITA' LINK MAPPA

Home > Oltre i confini > Asia > India

«

pagina precedente

 India

Costruito sulle precedenti tradizioni indigene, il moderno movimento cooperativo in India prese avvio alla fine del XIX secolo. Un sistema organizzato di cooperative, basato sul modello Occidentale, fu introdotto nel 1904 con l’emanazione della Legge sulle Società Cooperative, che focalizzava l’attenzione sull’incoraggiamento di cooperative di credito. Nel 1907 si contavano già 843 cooperative di questo tipo. Questa prima legislazione fu estesa nel 1912 a tutti i tipi di cooperative in tutte le regioni del Paese con l’emanazione della Legge su tutte le società cooperative Indiane. La risposta, incoraggiata sia volontariamente che ufficialmente, fu davvero eccezionale, con un aumento del 50% del numero di cooperative (da 8.177 a 12.324) solo nel 1912. Il trend di rapida crescita delle cooperative nei principali settori dell’economia continuò, accompagnato nel 1919 da una legge che trasferiva la responsabilità primaria e la supervisione delle cooperative in mano alle amministrazioni regionali (adesso statali). Proliferarono varie legislazioni provinciali con le loro amministrazioni. Nel 1922-23 si contavano 56.136 cooperative con 2.102.446 soci. La crescita e l’espansione delle attività cooperative continuò nei 25 anni successivi ed incluse la formazione dell’Unione Nazionale Cooperative Indiane nel 1929. Al tempo dell’indipendenza e della separazione tra India e Pakistan nel 1947 le società cooperative locali erano diventate parte importante della vita dei villaggi dell’India rurale, e cominciavano ad espandersi anche nelle zone urbane. Il movimento aveva preso dimensioni nazionali come attesta la fondazione dell’Unione Nazionale Cooperative d’India nel 1956. Il nuovo governo dell’India indipendente si preoccupò di amministrare le cooperative come istituzioni integrate e nel periodo che va dal 1956 al ’61 si era posto come traguardo quello di rendere il Paese una sorta di Commonwealth Cooperativo Socialista. L’implementazione di questi obiettivi portò il governo ad essere coinvolto negli affari quotidiani delle cooperative del tempo, quando invece si sarebbe dovuto incrementare il carattere indipendente delle cooperative come ambienti sociali ed economici privati, non governativi. Tra i due poli opposti di un gruppo di leader cooperativi sempre più emancipati, che volevano un movimento autonomo che crescesse in influenza, e la determinazione statale e nazionale di rendere le cooperative strumento principale di uno sviluppo economico nazionale controllato, il conflitto era assicurato. Le cooperative continuarono a crescere e svilupparsi, confermando le loro tendenze indipendentiste, ma restando ancora legate ai supporti finanziari pubblici e a una legislazione che richiedeva un coinvolgimento diretto del governo. I vari progetti pensati per risolvere tale conflitto non furono seguiti da azioni concrete da entrambe le parti, ma in particolare dalle cooperative, che dovrebbero continuare ad asserire la propria indipendenza, rischiando di perdere la posizione preferenziale che avevano. La decisione dell’ACI di tenere l’incontro della Commissione Centrale in India nel 1989, il primo in un paese in via di sviluppo, attestò l’importanza e l’influenza delle cooperative indiane nella comunità internazionale. Il movimento cooperativo indiano è tuttora il più ampio al mondo sia per numero di società che per numero di associati. Nel 1991 si contavano 401,139 cooperative con 166.336.000 soci (il 19,2% della popolazione). La sua rilevanza economica è provata dai seguenti esempi: ci sono 19 federazioni nazionali attive in diversi settori dell’economia; oltre il 50% della produzione di zucchero del paese proviene da società cooperative; due compagnie cooperative di produzione di fertilizzante coprono il 70% del mercato nazionale; molto bene hanno fatto anche le cooperative casearie. Tutti questi dati, così come altre misure prese per rendere le cooperative particolarmente rilevanti per le regioni più depresse del paese (che costituiscono ancora la maggior parte del territorio Indiano), stanno ad attestare l’importanza del movimento per l’economia del Paese. Nel 1995 il numero di soci aveva raggiunto 182.921.000 in 446.784 cooperative così suddivise nei seguenti settori: agricolo—102.935/20.244.000; consumo—23.903/11.234.000; pesca—10.763/1.122.000; abitazione—71.040/5.933.000; bancario—41.500/43.716.000; produzione lavoro—56.852/4.064.000; altri settori—139.191/96.608.000. L’adesione cooperativa raggiunse in tale anno il 19,7% della popolazione.
 
Fonte:
Jack Shaffer, Historical Dictionary of the Cooperative Movement, The Scarecrow Press, Inc. Lanham, Md., & London 1999.

Sito internet


pagina per la stampa

HOMEPAGE IL CENTRO