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 Ercole Chiri

(Pavia 1890-1980) Cresciuto in una famiglia cattolica, conseguì la laurea in giurisprudenza nell'Università pavese, abbracciando contemporaneamente l'impegno politico e sociale; di tale impegno sono testimonianza l'elezione nel consiglio comunale e provinciale di Pavia e la promozione del locale Ufficio provinciale del lavoro. La definitiva affermazione in campo politico risale però agli anni del dopoguerra, quando con don Sturzo, Meda e Mauri contribuì, nel 1919, alla fondazione del Partito popolare, del quale fu consigliere nazionale fino al suo scioglimento, avvenuto nel 1926.
 
Nello stesso 1919, assieme ai principali esponenti della cooperazione cattolica, diede vita alla Confederazione cooperativa italiana di cui fu anche il primo segretario generale. Nel corso del 1° congresso della Confederazione, che ebbe luogo a Treviso nell'aprile del 1921, svolse un ruolo fondamentale, presentando una lunga relazione sull'organizzazione del movimento cooperativo cattolico, del quale rivendicava la rappresentanza negli organi consultivi della cooperazione istituiti presso il Ministero del lavoro. Eletto nel consiglio di amministrazione dell'Istituto nazionale di credito alla cooperazione, come delegato della Confederazione, Chiri ottenne un primo importante riconoscimento del ruolo autonomo della cooperazione cattolica, entrando per questo in contrasto con la Lega; successivamente, quando l'azione distruttrice del fascismo si abbattè sulle cooperative cattoliche Chiri prese posizione contro lo stesso Sindacato fascista della cooperazione.
 
Dopo la svolta totalitaria del regime, Chiri abbandonò la vita politica e si dedicò alla professione di avvocato; tornò nuovamente all'impegno politico nel corso della Resistenza, alla quale partecipò come membro della giunta militare del Cnl e comandante del Movimento volontari per la libertà a nome della Dc. Nel dopoguerra fu tra i protagonisti, con Corazzin, Grandi, Micheli e altri cattolici, della ricostruzione della Confederazione delle cooperative italiane, della quale venne eletto vice-presidente.
 
Tra il 1947 e il 1954 fece parte del consiglio nazionale della Dc, non abbandonando tuttavia l'azione a sostegno della cooperazione per la quale, nel 1970, all'età di 80 anni, venne insignito con la medaglia di benemerito.
 
Per approfondire:
P. Cafaro, Chiri Ercole, in F. Traniello - G. Campanini (a cura di), Dizionario storico del movimento cattolico in Italia, 1860-1980, Marietti, Casale Monferrato.
L. Trezzi, Chiri Ercole, in L. Trezzi - M. Gallo  (a cura di) Protagonisti e figure della cooperazione cattolica (1893 - 1963), Roma, E.C.R.A., 1986.


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