home | centro di documentazione sulla cooperazione e l'economia sociale
via Mentana 2
40126 Bologna
Tel. 051.231313
Fax. 051.6561934
scrivici una mail
mail 
IL CENTRO PROGETTI RISORSE NEWS EDITORIA UNIVERSITA' LINK MAPPA

Home > Strutture > Imprese cooperative > Agro-alimentari > Cab (Lega)

«

pagina precedente

 CAB - Cooperativa Agricola Braccianti del Comprensorio Cervese -

Agli inizi del XX secolo, la zona di Cervia – sulla costa adriatica romagnola – era caratterizzata da un’elevata presenza bracciantile. La grande tradizione e cultura cooperativa del Ravennate giunse anche in queste appendici meridionali della provincia. Nel 1904 nacque la prima cooperativa agricola fra braccianti del comprensorio, a Castiglione di Cervia; di lì a poco anche i lavoratori agricoli delle altre località si organizzarono analogamente, e sorsero le nuove cooperative di Cervia, Castiglione di Ravenna, Cannuzzo-Pisignano e Savio.
 
Queste Cab – come venivano comunemente chiamate all’epoca – gravitavano attorno all’area culturale del socialismo, anche se avevano comunque dei legami coi valori mazziniani, tradizionalmente presenti nelle Romagne. Si trattava di organismi cooperativi dopotutto semplici, in cui la dirigenza era composta da braccianti che avevano un’infarinatura di marxismo, ma non sempre una spiccata propensione imprenditoriale. Nelle fasi iniziali, più che aziende agricole, queste organizzazioni assomigliavano a delle leghe sindacali per il collocamento della manodopera, per cui, fino al “biennio rosso”, le Cab del Cervese non riuscirono mai a svolgere un ruolo economico di primo piano, privilegiando gli aspetti sociali del lavoro comune.
 
Il fascismo riuscì tutto sommato agilmente ad impossessarsi di queste cooperative, immettendovi arbitrariamente nuove dirigenze vicine al regime. In generale, pur in presenza di alcune disposizioni innegabilmente progressiste, gli anni del ventennio furono caratterizzati da una gestione privatistica delle Cab da parte dei vertici filofascisti a danno della base sociale. Già durante la Repubblica sociale, le singole cooperative riuscirono a riacquistare quell’autonomia che avevano perso e, all’indomani della Liberazione, si impegnarono per la ricostruzione locale del movimento che faceva capo alla Lega. Ma dal punto di vista economico, gli anni del cosiddetto “miracolo” non furono affatto proficui per le Cab, prigioniere di uno schematismo ideologico per il quale non si doveva utilizzare il lavoro per creare un profitto, ma – viceversa – utilizzare il profitto per dare lavoro al più ampio numero di braccianti. Il superamento di questo paradigma, al quale si accompagnò una rivisitazione dei rapporti tra socio e cooperativa, fu il volano di un successivo sviluppo, maturato negli anni sessanta e settanta.
 
Contemporaneamente, le trasformazioni dell’agricoltura tradizionale, l’esodo rurale e le modificazioni del paesaggio agrario, portarono le Cab cervesi ad orientarsi verso i nuovi comparti agroindustriali e, pure, ad ambire ad una dimensione aziendale più consona. Nel 1992, le varie cooperative della zona si sono fuse nella CAB (Cooperativa Agricola Braccianti del Comprensorio Cervese ), che si distingue oggi nella frutticoltura, nella vivaicoltura, nell’enologia, nella gestione e manutenzione delle aree verdi, nell’agriturismo.
 
Fonte:
Fiorenzo Landi, Storia di una cooperativa. Braccianti imprenditori del comprensorio di Cervia. 1904-1970, Longo, Ravenna, 1998.


pagina per la stampa

HOMEPAGE IL CENTRO