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 Giuseppe Massarenti

(Molinella (BO) 1867-1950) Nato in una famiglia di modeste condizioni, rimase orfano ancora piccolo, venendo adottato dallo zio farmacista che lo indirizzò agli studi universitari presso l'Ateneo di Bologna dove nel 1893 si laureò in Farmacia. Durante gli anni dell'Università entrò in contatto con alcuni degli esponenti del movimento radicale e socialista emiliano, tra i quali Andrea Costa, convincendosi dell'urgenza di un'azione a favore dei ceti rurali più umili, colpiti dalla crisi agraria.
 
All'indomani della fondazione a Genova del Partito dei lavoratori italiani, diede vita a Molinella, il suo paese natale (un grosso centro rurale della bassa bolognese), ad una sezione socialista. Nello stesso anno fondò la Lega di resistenza, un organismo di lotta che organizzava i braccianti e i lavoratori rurali. Venne eletto nel Consiglio Comunale nel 1895,  contribuendo successivamente all'elezione in Parlamento di Bissolati, Podrecca e Modigliani, presentatisi nel collegio elettorale di Budrio-Molinella.
 
All'attività politica nazionale, Massarenti preferì l'impegno locale di promozione d'iniziative a favore dei braccianti e delle mondine molinellesi, duramente provati dall'incipiente trasformazione in senso capitalistico dei rapporti sociali nelle campagne bolognesi.
 
Nel 1896 creò la cooperativa di consumo di Molinella, una delle prime in Emilia Romagna, che negli anni successivi funzionò come fondamentale supporto economico dei lavoratori agricoli scesi in sciopero. Dopo il 1898, a seguito della repressione scatenata contro gli imponenti scioperi delle risaiole di Molinella, Massarenti dovette rifugiarsi in Svizzera. Nel 1906, al rientro dall'esilio svizzero,venne eletto Sindaco di Molinella e, due anni più tardi, deputato provinciale. Nel frattempo aveva contribuito alla ripresa economica della Cooperativa agricola molinellese, che dal 1903 conduceva in affitto numerose ed ampie tenute, ma si era enormemente indebitata per far fronte a spese di ammodernamento e bonifica dei terreni affittati. Per rimediare a tale situazione sollecitò l'intervento di Luzzatti, allora Ministro del Tesoro.
 
Negli anni successivi la Cooperativa agricola potè associare, all'originario nucleo, l'Azienda macchine ed acquistare numerosi fondi, contribuendo alla qualificazione produttiva di una larga parte della "bassa"bolognese. Intanto, anche la cooperativa di consumo aveva ampliato le proprie attività: nel 1911 venne costruita la sua nuova sede, mentre il numero degli spacci alimentari si moltiplicava rapidamente. Per tale impegno Massarenti si guadagnò la fama di "apostolo della cooperazione",  secondo la definizione coniata da La Cooperazione Italiana, l'organo di stampa della Lega delle Cooperative.
 
Nel 1914, al culmine delle agitazioni agrarie che interessarono le campagne bolognesi, fu destituito dalla carica di Sindaco e dovette riparare a San Marino. Nel dopoguerra, eletto nuovamente Sindaco di Molinella, fu fatto oggetto di attacchi da parte dei fascisti, tanto che fu costretto a lasciare nuovamente il suo paese per raggiungere Roma. Nella capitale, Massarenti venne arrestato nel 1926 e inviato al confine prima per due anni e mezzo e poi per altri cinque. Nel 1937 venne nuovamente arrestato e rinchiuso in un ospedale psichiatrico romano. Al termine della guerra potè finalmente far ritorno a Molinella, dove morì nel maggio del 1950.
 
Per approfondire:
S. Violante, Massarenti Giuseppe, in A. Mortara (a cura di), I protagonisti dell'intervento pubblico in Italia, Milano, 1984.
C.Santini, Dichiarate matto Massarenti in i Portici Bimestrale della Provincia di Bologna, Anno IX n. 2 aprile 2005.
A. Albertazzi, Massarenti Giuseppe in Dizionario Biografico Online, Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese: 1919-1945 a cura di Alessandro Albertazzi, Luigi Arbizzani, Nazario Sauro Onofri.


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