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 Antonio Vergnanini

(Reggio Emilia 1861 - Roma 1934) Di famiglia facoltosa, dopo il diploma superiore frequentò la facoltà di Lettere dell'Università di Bologna, pur non conseguendo la laurea. Durante il periodo universitario si avvicinò alle idee socialiste entrando a far parte nel 1894 della redazione de "Il Punto Nero", uno dei primi fogli italiani di informazione socialista.
 
Costretto a riparare in Svizzera, collaborò all'Unione socialista di lingua italiana costituita da lavoratori ticinesi e italiani, aderendo all'ala riformista del partito socialista: al suo rientro in Italia, avvenuto nel 1901, divenne segretario della neonata Camera del lavoro di Reggio Emilia, dedicandosi attivamente all'organizzazione e alla promozione del movimento cooperativo reggiano, che al termine del primo decennio del Novecento poteva contare su diverse centinaia di cooperative con quasi 10.000 soci. Nel corso di tale esperienza Vergnanini affinò l'idea, condivisa con C. Prampolini, della cosiddetta "cooperazione integrale", intesa quale forma di organizzazione economica autonoma, sostenuta dai reciproci rapporti e vincoli tra le società cooperative operanti nei diversi settori della produzione, e in grado di proporsi come alternativa al sistema liberale. Enunciò tali convinzioni al convegno dell'Alleanza cooperativa internazionale svoltasi a Cremona nel 1907 e si sforzò di realizzarle costituendo il Consorzio reggiano per gli acquisti collettivi, che nelle sue intenzioni avrebbe dovuto costituire il fulcro della "cooperazione integrale".
 
Nel 1910, all'XI congresso della Lega nazionale delle cooperative e della Federazione delle mutue svolse, in collaborazione con Nullo Baldini, la relazione Cooperazione e socialismo che impresse all'organismo nazionale cooperativo una svolta in senso classista, contribuendo al suo decisivo avvicinamento al Partito socialista.
 
Nel 1912, alla morte del Maffei, venne eletto segretario generale della Lega, carica che mantenne sino allo scioglimento di quest'ultima avvenuta nel 1926. Ad essa associò quella di Direttore de "La cooperazione italiana". Sotto la sua direzione la Lega conobbe un intenso sviluppo, che fu particolarmente vivace durante la guerra e nell'immediato dopoguerra: ad esso il Vergnanini contribuì in modo decisivo promuovendo un'ampia intesa con le autorità e gli organismi statali.
 
Nel settembre del 1914 diede vita, insieme ad altre personalità di spicco della cooperazione italiana, al Comitato nazionale parlamentare della cooperazione: nel 1916 venne chiamato a far parte della Commissione centrale degli approvvigionamenti presieduta dal ministro Raineri; nel 1921 divenne membro del consiglio di amministrazione dell'Istituto nazionale di credito alla cooperazione.
 
La crisi economica che avrebbe investito da lì a poco il movimento cooperativo, accelerata dall'assalto fascista alla cooperazione, lo indusse a intraprendere un tentativo di mediazione con Mussolini e a un ripensamento della strategia della Lega. Affidò le sue riflessioni al volume Oggi e domani nel pensiero di un cooperatore che venne pubblicato alla vigilia dello scioglimento della Lega. Nel 1929 il suo nome venne espunto dall'elenco dei "sovversivi".
 
Morì a Roma cinque anni più tardi.    
 
Per approfondire:
A. Vergnanini, Oggi e domani nel pensiero di un cooperatore, Como, 1922.
F. Bojardi, Vergnanini Antonio, in A. Varni (a cura di), Emilia-Romagna terra di cooperazione, Club '87 Circolo cooperatori, Bologna, 1990.


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