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 Luigi Sturzo

(Caltagirone (CT) 1871 - Roma 1959) Nato da un'agiata famiglia agraria siciliana, compì i primi studi presso diversi seminari della regione. All'inizio degli anni Novanta si iscrisse all'Università gregoriana di Roma dove conobbe Giuseppe Toniolo e Romolo Murri, il futuro animatore della democrazia cristiana, e conseguì la laurea nel 1898. Suggestionato dai contenuti sociali della Rerum Novarum e profondamente impressionato dalle agitazioni dei Fasci siciliani, Sturzo sviluppò in quegli anni, all'interno dell'Opera dei congressi, un'attenta riflessione sulla questione meridionale, che lo portò ad evidenziare i drammatici effetti economici di rottura dei tradizionali equilibri dell'economia siciliana prodotti dall'integrazione del Sud nel mercato nazionale e mondiale. Da tale analisi egli ricavò la necessità di un intenso sforzo organizzativo da parte dei ceti più deboli, mediante la promozione di organismi di resistenza e di sostegno economico, principalmente casse rurali e cooperative agricole, con l'obiettivo di potenziare la piccola e media proprietà contadina, ritenuta un fattore di stabilità sociale.
 
Nel 1896, dopo la visita in Sicilia di Don Luigi Cerutti, fondò una tra le prime casse rurali dell'isola a Caltagirone, sua città natale. La Cassa, che sviluppò un forte rapporto di colleganza col Banco di Sicilia, agì da battistrada per altre simili iniziative in campo creditizio, nel quale Don Sturzo si impegnò alla creazione di una Banca federale cattolica, e nel campo della cooperazione agricola, dove funse da sostegno al movimento delle affittanze collettive.
 
Nel 1904, quando già si stava profilando la rottura all'interno del mondo cattolico tra conservatori e democratici, Don Sturzo venne nominato Commissario prefettizio e l'anno successivo si candidò con successo alle elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale di Catania, in rappresentanza di un partito di centro costituitosi a livello locale; mantenne ininterrottamente il seggio in provincia sino al 1920, associando alla carica di Consigliere provinciale quella di Vicesindaco.
 
A partire dal 1905, con la costituzione del centro cattolico, iniziò a prendere le distanze dal non expedit, il divieto papale alla partecipazione dei cattolici alle elezioni politiche, entrando in conflitto con gli intransigenti, e proponendo la formazione di un partito politico cattolico. Questa aspirazione si concretizzò nel 1919 con la fondazione del Partito popolare, del quale fu segretario sino al 1923 quando, sotto il ricatto fascista di una rappresaglia contro tutte le chiese romane, fu costretto alle dimissioni e successivamente, su invito della stessa Santa Sede, a partire per Londra. Nella capitale inglese rimase sino al 1940; rientrò in Italia al termine della guerra ma non aderì alla Democrazia cristiana. Pur rinunziando a prender parte direttamente all'attività politica non abbandonò la battaglia meridionalista, sostenendo il progetto costitutivo della Cassa per il Mezzogiorno ed esprimendosi a favore della formazione delle regioni e delle autonomie locali.
 
Nel 1952 venne nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica, Luigi Einaudi. Morì a Roma il 3 luglio 1959. 
 
Per approfondire:
G. De Rosa, Sturzo Luigi, in F. Traniello - G. Campanini (a cura di), Dizionario storico del movimento cattolico in Italia, 1860-1980, Marietti, Casale Monferrato.


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