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 Nicoḷ Rezzara

(Chiuppano (VC) 1848 - Bergamo 1915) Di origini contadine, rimasto orfano del padre in giovane età venne mantenuto agli studi dallo zio materno. All'università di Padova ottenne l'abilitazione all'insegnamento secondario, che iniziò ad esercitare nel 1877 presso il Collegio commerciale cattolico "Colleoni" di Bergamo, divenuta in seguito la sua città di adozione.
 
Profondamente religioso, aderì come terziario all'ordine francescano, interessandosi attivamente ai problemi sociali delle plebi rurali ed alla questione educativa. A Bergamo entrò a far parte della Direzione diocesana dell'Opera dei congressi, di cui successivamente fu segretario generale nazionale e responsabile organizzativo dei suoi convegni in stretta collaborazione con Medolago Albani. Come animatore culturale, contribuì alla nascita di diversi periodici locali, tra i quali nel 1880 "L'Eco di Bergamo", e alla fondazione di associazioni e circoli culturali: nel 1896 fu tra i promotori del Circolo cattolico universitario "Angelo Mai"e l'anno successivo fra i fondatori della Scuola popolare gratuita per adulti; contribuì inoltre alla realizzazione della Casa del popolo di Bergamo inaugurata nel 1908. Come animatore sociale avviò molteplici iniziative, tra le quali la fondazione delle Società di mutuo soccorso femminile e della gioventù cattolica, e, in campo cooperativo, la creazione, della Banca di piccolo credito (1891) e del Panificio sociale cooperativo bergamasco (1894).
 
Alcune delle realizzazioni sociali promosse dal Rezzara imitavano analoghe iniziative avviate dai socialisti: con essi entrò in aperta polemica nel 1894, quando, nel corso del VI congresso della Lega, al quale partecipava in rappresentanza delle cooperative cattoliche di Bergamo, abbandonò l'assise per protesta contro una mozione che attribuiva alla cooperazione la funzione di sostituire "la produzione a base individualista-capitalista colla produzione a base sociale-collettivista spontanea".
 
Nel frattempo Rezzara era stato eletto nel consiglio provinciale e dal 1905 fece parte di quello comunale, dove si schierò a favore della municipalizzazione dei servizi pubblici e per il miglioramento edilizio e igienico della città. Indicativi dei vasti interessi del Rezzara in campo economico-sociale furono le relazioni e gli interventi letti in occasione dei convegni dell'Opera dei congressi, nei quali si occupò con competenza di problemi sindacali e politici, di statistiche del movimento cattolico, di questioni culturali. Dopo lo scioglimento dell'Opera dei congressi venne proposto alla segreteria dell'Unione economico-sociale dei cattolici italiani e nel 1909 alla presidenza dell'Associazione della stampa cattolica.
 
Personalità di spicco nell'ambito della chiesa bergamasca, si pronunziò per il superamento del divieto imposto ai cattolici di partecipare alla competizione politica nazionale contribuendo ad orientare in tal senso l'ambiente cattolico di Bergamo, dove morì nel 1915.
 
Per approfondire:
L. Trezzi, Rezzara Nicolò, in F. Traniello - G. Campanini (a cura di), Dizionario storico del movimento cattolico in Italia, 1860-1980, Marietti, Casale Monferrato.


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