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 Israele

Circa venti anni prima che Theodor Hertzel scrivesse il suo libro The Jewish State e lanciasse il movimento sionista in tutto il mondo, la prima cooperativa ebraica, la Petach Tikva, era stata organizzata in Palestina (1887), quando gli ebrei erano solo una piccola minoranza della popolazione dell’allora colonia turca. La crescita del movimento fu piuttosto lenta fino alla fine del secolo, quando si assistette in rapida successione alla creazione della società Pardessa, una cooperativa di coltivatori di agrumi (1900) all'adozione da parte del Congresso Sionista di una politica a favore della crescita cooperativa, alla nascita di Deganaya, il primo Kibbutz (1908), della prima cooperativa urbana di produzione lavoro, Achdout (1909), del primo villaggio cooperativo a Mervahia (1910), della società cooperativa all'ingrosso, Hamashbir Hamerkazi, e delle prime cooperative di consumo (1916). La fine della prima guerra mondiale portò un cambiamento radicale in Palestina, che da colonia turca divenne un protettorato Britannico approvato dalla Lega delle Nazioni sulla base della Dichiarazione di  Balfour che si proponeva di aiutare la creazione di una patria ebraica in Palestina. Ci fu una immigrazione di massa di ebrei e si sviluppò anche la struttura cooperativa. L’Ordinanza per le Cooperative Palestinesi fu emanata nel 1920 e lo stesso anno fu fondata la Histadrut, Federazione Generale Ebraica del Lavoro in Palestina. Nel 1923 fu fondata la Hevrat Ovdim, la struttura cooperativa di Histadrut, che contava tra i suoi due leader futuri primi ministri di Israele (David Ben-Gurion e Levi Eshkol) ed un futuro presidente (Itzhak Ben-Zvi). Una Banca dei Lavoratori ed una Banca Cooperativa divennero i mezzi di finanziamento principali per il crescente movimento. Durante gli anni ’20 si sviluppò il movimento Moshav e si organizzarono le strutture per le cooperative di abitazione. Nel 1935 si contavano 623 cooperative (incluse 45 società arabe) con oltre 75.000 soci. Nel 1939 si arrivò a 1.081 società (di cui 124 arabe), che includevano 125 fattorie collettive ed insediamenti cooperativi. Le cooperative si rivelarono strutture importanti nell’assorbire il numero crescente di immigrati dall’Europa seguito alla seconda guerra mondiale e nel fornire strumenti per la costruzione dello stato nazionale nel periodo successivo all’indipendenza. Alla fine del 1950 esistevano 2.179 società cooperative, 672 agricole (inclusi 239 kibbutzim e 176 moshavim), 304 di consumo, 403 di credito e di fondi di previdenza, 366 di abitazioni e 434 società industriali e di servizi. (Le società cooperative arabe furono vittime della prima guerra arabo-israeliana nel 1948; solo 55 di esse erano ancora attive alla fine del 1950). Negli anni successivi si registrò una ulteriore crescita delle cooperative agricole e un consolidamento delle piccole società negli altri settori. Nel 1972 si contavano 2.087 cooperative (tra cui 197 società arabe). Durante gli anni ’60 ci fu una crescita rilevante delle infrastrutture cooperative, fra cui da notare gli istituti creati per condividere l’esperienza cooperativa israeliana con i Paesi in via di sviluppo. Un Istituto Afro-Asiatico fu fondato nel 1960, un Centro Latino-Americano nel 1962, e il Centro Internazionale di Ricerca sulle Comunità Cooperative rurali (CIRCOM) nel 1965. Le statistiche sul movimento cooperativo in Israele, effettuate dall’Ufficio Regionale dell’ICA per l’Asia ed il Pacifico nel 1994, hanno mostrato la presenza di 2.677 cooperative con un totale soci di 1.877.276 soci. (Queste cifre non includono le cooperative arabe ormai separate). Divise per settore, le cooperative non arabe risultavano le seguenti: settore agricolo—1.482/520.000; consumatori—22/550.000; abitazioni—174/126.276; bancario—58/450.000; altri—71/1.000. Il totale complessivo dei soci costituiva il 38,3% della popolazione israeliana.
 
Fonte:
Jack Shaffer, Historical Dictionary of the Cooperative Movement, The Scarecrow Press, Inc. Lanham, Md., & London 1999.

Research: Zvi Galore, The member owns his cooperative: two Israeli case studies , www.coopgalor.com , 2000.
 
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