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 Cooperativa Agricola Cesenate CAC

Atto di nascita 6 maggio 1948 La Cooperativa Agricola Cesenate e’ nata, nel 1961 dalla fusione della coop di San Giorgio e di quella di Ponte Pietra alle quali si aggiunsero quella di Gambettola nel 1963 e la Cooperativa Sementi Elette di Rimini nel 1972.
 
La più antica di queste, la S. Giorgio venne costituita il 6 maggio del 1948 da dieci braccianti, sei coloni, da un perito e da un coltivatore diretto di Cesena, costituirono la Cooperativa Agricola di San Giorgio; sottoscrissero con grande sacrificio18 azioni del valore nominale di lire 1000 ciascuna. Il loro obiettivo era quello di procurare lavoro a se stessi ed un reddito decoroso per le proprie famiglie attraverso la gestione collettiva o individuale di terreni, attraverso la gestione di macchine ed attrezzature, attraverso la somministrazione ai soci di piante, di sementi e di concimi». Al momento della costituzione la composizione sociale era così distribuita: dieci braccianti, sei coloni, un coltivatore diretto ed un perito agrario.
 
In particolare la cooperativa agricola di San Giorgio aveva come compito statutario l’acquisto, l’affitto e la gestione delle macchine e degli attrezzi vari, destinati primariamente alla trebbiatura del grano. L’altro obiettivo della cooperativa era quello di procurare lavoro ai soci, attraverso l’assunzione o l’acquisto di terreni di proprietà sia pubblica che privata da affidare loro in conduzione collettiva o individuale e somministrare ai soci piante, sementi e concimi e a costruire in loro favore un fondo di mutua assistenza, previdenza ed istruzione professionale. Perché in inverno il lavoro scarseggiava, ben presto la cooperativa costruì un capannone per avviare la compra vendita di concimi e prodotti per l’agricoltura.
 
La carica del Presidente venne assunta dal socio Alieto Zannoli che rimase in carica fino al 1952 nonostante la maggioranza della base sociale fosse di orientamento socialista e comunista. La convivenza fra le due diverse anime della cooperazione fu possibile grazie alla grande partecipazione dei soci alla vita sociale.
 
Nel 1953 la Cooperativa di San Giorgio contribuì in collaborazione con la Federazione provinciale, alla costituzione e all’allargamento della base sociale di un Mulino cooperativo con lo scopo di migliorare la qualità della farina e la resa del pane con un risparmio di spesa.
 
Il 28 dicembre 1955 ci fu l’assemblea straordinaria delle cooperative che modificò lo statuto e adottò quello standard redatto dalla Federazione Provinciale di Forlì che introduceva il principio della cooperazione tra cooperative. La società si impegnava, poi, ad una estensione della mutualità a favore dei soci anche con scopi di assistenza sanitaria e culturale.
 
Nel 1961 ci fu il primo salto dimensionale con la fusione con la cooperativa agricola di Ponte Pietra e la creazione della Cooperativa agricola cesenate CAC.
 
Questa fusione pose le basi per ulteriori attività, quali la vendita di mezzi tecnici per l’agricoltura, concimi e prodotti anticrittogamici, e la produzione di sementi (quest’ultima una realtà già avviata nel 1958 con la produzione di sementi per insalate e cicorie).
 
Il 14 giugno 1963, in un periodo di crisi generalizzata per la cooperazione agricola cesenate, la Cac, sotto la guida del presidente Armando Famedi, che resterà in carica sino al 1976, si fuse con la cooperativa Agricola di Gambettola, la quale era stata costituita nel 1956 come cooperativa di servizio macchine.
 
In questa fase di crisi della cooperazione agricola un ruolo fondamentale fu ricoperto dalle associazioni di rappresentanza come, per esempio l’Associazione Interfederale delle Cooperative Agricole. Per rispondere alla crisi, la cooperativa potenziò la sua attività nella produzione di semi, attraverso una stretta collaborazione con la Ditta Zorzi: questo settore diventerà sempre più importante tanto da diventare l’unico del 1970.
 
Un’altra importante scelta assunta in quegli anni fu quella dell’internazionalizzazione per superare l’intermediazione delle ditte private che spesso riducevano i ricavi dei soci. A tale scopo venne assunto un esperto nel campo delle sementi, Alessandro Evangelisti, e venne progettato un marchio aziendale destinato ai mercati esteri e si cercò attraverso l’organizzazione di workshop in diversi stati Europei di presentarsi in modo autonomo sul mercato e superare l’intermediazione.
 
Il 30 maggio 1972 ci fu la fusione per incorporazione della Cooperativa Sementi Eletti di Rimini (Cser). Quest’ultima era stata costituita nel 1958 per volere di un gruppo di proprietari terrieri e aveva come esclusivo oggetto sociale l’attività di produzione e vendita di sementi. La Cser aveva iniziato a produrre per alcune ditte olandesi nel 1962 e soprattutto si era specializzata negli ibridi. La fusione, quindi, permise un ampliamento delle colture più innovative e redditizie, gli ibridi, un allargamento territoriale della base sociale che arrivò fino a comprendere soci attivi nelle Marche e l’espansione sui mercati internazionali.
 
La resa economica offerta dalle nuove colture, non poteva, del resto, passare inosservata: basti pensare, infatti, che i primi cavoli ibridi venivano pagati ai soci quasi il triplo di quanto corrisposto per gli altri semi. Grazie alla produzione dei semi ibridi fu possibile consolidare le posizioni nel mercato francese e conquistare quote necessarie in quello olandese. L’11 aprile del 1976 vennero inaugurati la nuova sede e i nuovi stabilimenti produttivi i quali erano attrezzati con impianti avanzati e complessi per la lavorazione delle ortive e del seme di bietola, dalla prepulitura fino alla levigazione del prodotto. L’innovazione tecnologica fu un cavallo di battaglia della CAC, infatti, si continuò ad investire con l’acquisto degli impianti di lavaggio delle cucurbitacee, dei forni per l’asciugatura delle sementi e di altri accorgimenti, spesso originali, studiati e realizzati direttamente dagli operatori interni della cooperativa. L’aggiornamento tecnologico viaggiava di pari passo con la formazione del personale dirigente ed operativo, e questo avveniva anche attraverso la partecipazione ai Congressi del FIS Federazione internazionale Sementi.
 
Negli anni ottanta vennero inviate le prime forniture al mercato giapponese, destinato ad un fortissimo sviluppo negli anni novanta. Oggi l'attività di riproduzione è garantita da oltre 1600 soci produttori,distribuiti su una vasta area del territorio nazionale, comprendente Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Molise e Puglia. La C. A. C. ha adottato un sistema di qualità aziendale relativo al servizio di moltiplicazione, selezione e confezionamento di sementi ottenute da agricoltura biologica e convenzionale: nel 1998 è stata certificata secondo le norme UNI EN ISO 9002, nel 1996 secondo le norme UNI EN ISO 14001, nel 2003 ha ottenuto la convalida della D.A. (Dichiarazione Ambientale Reg. CEE n°. 761/2001 ) e la registrazione EMAS.
 
Fonte:
S. Benedetti, V. Onofri, L. Panzavolta, Cooperativa agricola cesenate, Società editrice "Edit Sapim", 1999, Forlì.
 
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