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 Bcc di Cento-Crevalcore

Il comprensorio di Cento, crocevia tra le province emiliane di Bologna, Modena e Ferrara, è stato storicamente caratterizzato da una struttura agraria complessa: accanto alla grande proprietà terriera – tipica di ampie aree delle “bassa” – era infatti comunque presente una piccola borghesia coltivatrice, proprietaria di piccoli fondi o detentrice di contratti di mezzadria o affittanza. Anche qui, dunque, a cavallo tra ottocento e novecento, sorsero le prime casse rurali, espressione di un’associazionismo cattolico che proprio nel ceto medio delle campagne aveva il principale interlocutore.
 
Nel 1906, per iniziativa di don Enrico Resca, venne fondata la Cassa rurale di Corporeno, piccola frazione del paese di Cento. Dopo il rodaggio iniziale e un’attività tutto sommato contenuta, negli anni del fascismo l’istituto riuscì a crescere e modernizzarsi, anche in conseguenza delle riforme bancarie attuate dal regime. Le vicende della seconda guerra mondiale e le difficoltà del periodo postbellico relegarono nuovamente la Cassa rurale di Corporeno in una netta posizione di subalternità rispetto alle altre banche locali, tanto che per il paese cominciò a circolare l’ironico appellattivo di «Cassa da morto».
 
A metà degli anni cinquanta, la nuova dirigenza riuscì in una difficile operazione di rilancio, puntando sulla riconquista di un solido rapporto di fiducia con la clientela, e sull’incremento delle operazioni di sconto. In questa maniera, si poté raggiungere un circuito economico più allargato, tanto che nel 1970 il nome fu cambiato in Cassa rurale di Cento, e l’istituto riuscì a diventare un punto di riferimento del credito cooperativo locale. Questo suggerì anche di perseguire una strategia di accorpamenti con gli organismi omologhi dei comuni limitrofi. In particolare, nel 1971, si assorbì la Cassa rurale di Buonacompra, mentre la Banca d’Italia concedeva di allargare l’operatività alle zone di Pieve di Cento e S. Agostino. Negli anni novanta, dopo la riforma bancaria del 1993, maturò nuovamente l’esigenza di una unificazione su base comprensoriale, che consentisse margini di manovra più vasti e costi unitari inferiori. E così fu decisa la fusione con la Cassa rurale di Crevalcore, nata nel 1983 ma portatrice di una cultura ed una tradizione cooperativa di quasi un secolo. Nel 1997, dunque, nasceva la Banca di Credito Cooperativo di Cento-Crevalcore, che attualmente opera con una dozzina di sportelli, distribuiti fra le tre province limitrofe. La giovane ma solida struttura le consente di fornire un esteso ventaglio di servizi bancari e parabancari, mentre la presenza costante ed attiva nella vita economica e sociale della comunità la rende un interlocutore efficace per le famiglie, gli artigiani, i commercianti e la piccola e media impresa.
 
Fonti:
Massimo Alberghini, La Banca di credito cooperativo di Cento-Crevalcore: un punto di riferimento nel territorio, tesi di laurea in Storia economica, università di Bologna, a. a. 1998-99, relatore prof.ssa Vera Negri Zamagni.
 
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