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 legge regionale n. 20/2003

REGIONE LAZIO 
LEGGE REGIONALE N. 20 DEL 21/07/2003
Disciplina per la promozione e il sostegno della cooperazione
Fonte: Bollettino Ufficiale della Regione Lazio del 9 agosto 2003 n. 22*
ARTICOLO 1 (Oggetto e finaltà) 1. La presente legge, in conformità ai principi espressi dal l ’articolo 45 del la Cost ituzione e in at tuazione di quanto previsto dall'articolo 26, comma 3, del la legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 (Organizzazione delle funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativo) e successive modi f iche, det ta norme per la promozione ed il sostegno della cooperazione al f ine di determinare mgliori condizioni per l'ampliamento e la diversificazione della base produttiva, per una razionale politica di sviluppo economico e per favorire ulteriori sbocchi occupazionali. ARTICOLO 2 (Interventi) 1. Al fine di cui all ’art icolo 1, la Regione interviene per: a) promuovere, anche t ramite le organizzazioni regionali del movimento cooperativo appartenent i al le associazioni nazionali riconosciute con decreto del Ministro delle attività produttive ai sensi dell ’articolo 3 del decreto legislativo 2 agosto 2002, n. 220 (Norme in materia di riordino della vigilanza sugli enti cooperativi, ai sensi dell ’articolo 7, comma 1 della legge 3 aprile 2001, n. 142, recante: “Revisione del la legislazione in materia cooperativistica, con particolare riferimento alla posizione del socio lavoratore”), la cultura cooperativa, in particolare mediante: 1) l ’acquisizione di elementi conoscitivi relativi alla realtà cooperativa; 2) la realizzazione di attività di formazione, anche attraverso la predisposizione di un sistema informativo; 3) l'assistenza tecnica a progetti di cooperative e alla nascita di nuove cooperative; 4) l’organizzazione di convegni, congressi ed eventi sulla cooperazione regionale; b) sostenere la cooperazione mediante la concessione di contributi, inclusi quelli relativi all’accesso al credito, per la realizzazione di progetti relativi a: 1) la qualificazione, l’innovazione, lo sviluppo, nonché l’internazionalizzazione al di fuori del mercato unico comunitario, delle imprese; 2) l’ut ilizzo delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione. ARTICOLO 3 (Beneficiari dei contributi a sostegno della cooperazione) 1. I contributi a sostegno della cooperazione per la real izzazione dei progetti di cui all'art icolo 2, comma 1, let tera b), sono concessi, in coerenza con i piani di cui agl i art icoli 4 e 5, nei limiti previsti dalle vigenti normative comunitarie in materia di aiuti di Stato, a: a) organizzazioni regionali del movimento cooperativo indicate nell’art icolo 2, comma 1, lettera a); b) imprese cooperative, e loro consorzi, iscritte all’albo nazionale degl ient i cooperativi di cui all’articolo 15 del d. lgs. 220/2002. 2. Non possono essere beneficiarie dei contributi le cooperative sociali di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a), della legge 8 novembre 1991, n. 381 (Disciplina delle cooperat ive sociali) e successive modifiche. ARTICOLO 4 (Piano t r iennale per la cooperazione) 1. La Giunta regionale, sentita la consulta regionale per la cooperazione di cui all’art icolo 6, sottopone al Consiglio regionale, entro il mese di luglio del l’anno precedente i l per iodo di ri ferimento, una proposta di piano t riennale per la cooperazione che, in coerenza con il programma economico-sociale regionale generale, ove adottato, indica gli obiettivi strategici che la Regione intende perseguire e le relative risorse e stabi l isce gl i indirizzi nei conf ront i dell’Agenzia regionale per gl i nvestiment i e lo sviluppo del Lazio–Sviluppo Lazio S.p.A. – di segui to denominata Agenzia Sviluppo Lazio, per la gestione del fondo speciale di cui al l’articolo 10. ARTICOLO 5 (Piani annuali di attuazione) 1. Il piano triennale per la cooperazione è attuato mediante piani annuali, adottati dalla Giunta regionale, entro il mese di settembre dell’anno precedente a quello di riferimento, sentita la consulta regionale per la cooperazione di cui all’articolo 6, ove costituita. Trascorsi trenta giorni dal la richiesta del parere senza che lo stesso sia reso, si prescinde dal parere. 2. Il piano annuale determina gli intervent i previst i dal l'art icolo 2 da attuare nell'anno e le relative risorse e specifica tra l'altro: a) gli interventi che la Regione intende attuare direttamente; b) gli interventi di cui all'articolo 2, comma 1, let tera a), che la Regione intende attuare tramite le organizzazioni regionali del movimento cooperativo indicate nella stessa lettera, nonché i criteri e le modalità per il relativo finanziamento; c) le risorse destinate ai contributi, inclusi quelli relativi all’accesso al credito, nonché i criteri e le modalità per: 1) la presentazione delle relative domande; 2) l’ istruttoria amministrativa, tecnica, economica e finanziaria dei progetti ; 3) la valutazione dei proget ti da parte del nucleo di valutazione di cui all’articolo 8, prevedendo distinte graduatorie per i soggett i di cui all’articolo 3, comma 1; 4) la concessione ed erogazione dei contr ibut i, previa individuazione del le diverse tipologie, delle spese ammissibili e di eventuali importi massimi; d) le condizioni per l ’eventuale cumulabil ità dei benef ici con altre agevolazioni pubbliche; e) i tempi e i modi di attuazione degl iinterventi; f ) le modalità per la verifica dello stato di attuazione degli iinterventi, nonché le cause di revoca della concessione dei benefici e le procedure per i l recupero delle somme erogate; g) gli indirizzi nei confronti dell’Agenzia Sviluppo Lazio per la gestione del fondo speciale di cui all’articolo 10, ove non stabiliti nel piano triennale. ARTICOLO 6 (Consulta regionale per la cooperazione) 1. Presso l'assessorato regionale competente in materia di attività produt tive è istituita la consulta regionale per la cooperazione, di seguito denominata consulta, con il compito di proposta, valutazione e verifica delle politiche regionali per la cooperazione. 2. In particolare la consulta, anche sulla base dei dati e delle informazioni raccolte ed elaborate dal l’osservatorio di cui all’articolo 9, svolge le seguenti attività: a) formula osservazioni sul fenomeno regionale del la cooperazione, per gli aspet ti sia economici che istituzionali; b) esprime parere obbl igatorio sul le proposte dei piani regionali per la cooperazione; c) avanza proposte per la r ipartizione del fondo unico regionale per lo sviluppo economico e per le attività produttive istituito dall ’articolo 86 della legge regionale 14/1999. 3. La consulta è composta da: a) l ’assessore regionale competente in materia di att ività produttive che la presiede, o un suo delegato; b) il presidente e i vicepresident i della commissione consiliare competente in materia attività produttive; c) un esperto in materia di at t ività produt t ive indicato dal Presidente del la Giunta regionale; d) un rappresentante per ciascuna del le organizzazioni regionali del movimento cooperat ivo indicate nel l’articolo 2, comma 1, let tera a); e) tre dirigenti o dipendenti regionali di categoria non inferiore a D, designati dall'assessore regionale competente in materia di at tività produttive. 4. La consulta è di volta in vol ta integrata con gli assessori, nonché con i presidenti ed i vicepresidenti delle commissioni consiliari competenti nelle materie oggetto di esame. 5. Il presidente del la consulta può fare intervenire alle sedute, senza diritto di voto, idirigenti o i dipendent i regionali o i rappresentanti di amministrazioni o enti interessati alle materie oggetto di esame. 6. Le funzioni di segretario del la consulta sono svolte da un dipendente del la struttura competente in materia di attività produt tive designato dal direttore del la struttura stessa. ARTICOLO 7 (Costituzione e funzionamento della consulta) 1. La consulta è costituita con decreto del Presidente della Giunta regionale, su proposta dell’assessore competente in materia di attività produttive, dura in carica per la durata della legislatura ed è rinnovata entro quarantacinque giorni dal la data di insediamento del nuovo Consiglio regionale, ai sensi del la legge regionale 3 febbraio 1993, n. 12 (Disciplina transitoria del rinnovo degli organi amministrativi di competenza della Regione Lazio). 2. Le designazioni dei rappresentanti di cui all'articolo 6, comma 3, lettera d), sono effettuate entro trenta giorni dal ricevimento della richiesta. Trascorso tale termine, la consulta è costituita sulla base delle designazioni ricevute, sempre che sia assicurata la nomina della maggioranza dei componenti e fatte salve le successive integrazioni. 3. In caso di cessazione per qualsiasi causa dal la carica di un componente della consulta, il successore è nominato con le stesse modal ità di cui ai commi 1 e 2 e dura in carica fino alla scadenza della consulta. 4. La consulta si riunisce, su convocazione del presidente, di norma, ogni quattro mesi ovvero ogni qualvolta questi lo ritenga opportuno o lo richieda un terzo dei componenti. 5. La consulta è validamente riunita quando è presente la metà più uno dei suoi componenti e delibera a maggioranza dei presenti. 6. Ai componenti della consulta di cui al l ’ar ticolo 6, comma 3, let tere c), d) ed e), con l’esclusione dei di rigenti, è corrisposto il compenso previsto dal la vigente normativa regionale. ARTICOLO 8 (Nucleo di valutazione) 1. Presso l’assessorato regionale competente in materia di attività produttive è istituito il nucleo di valutazione, di segui to denominato nucleo, il cui compito è quello di valutare la validità amministrativa, tecnica, economica e finanziaria dei progetti istruiti dall’ente di cui all ’art icolo 10, comma 4, e secondo i cr iteri e le modal ità di valutazione individuati dal piano annuale disciplinato dall’articolo 5. 2. Il nucleo è composto da: a) il dirigente della struttura regionale competente per materia, che lo presiede; b) due dipendent i regionali di categor ia non inferiore al la D; c) un dipendente di categor ia non inferiore alla C, con compit i di segretario. 3. I componenti del nucleo, previa verif ica della insussistenza delle cause di incompatibilità degli stessi, sono nominati, su proposta dell’assessore competente in mater ia di attività produt tive, con decreto del Presidente del la Giunta regionale. 4. Il presidente del nucleo può fare partecipare ai lavori, senza diritto di voto, un ist rut tore designato dall’ente competente all’istruttoria dei progetti. ARTICOLO 9 (Osservatorio regionale per la cooperazione) 1. Presso l'assessorato regionale competente in materia di attività produt tive è istituito l’osservatorio regionale per la cooperazione, di seguito denominato osservatorio, quale servizio tecnico di supporto alla Regione in relazione alle funzioni concernenti la programmazione e di informazione per la comuni tà regionale. 2. In particolare l’osservator io, anche raccordandosi con la consulta, svolge le seguenti att ività: a) acquisisce, raccogl ie ed elabora dati sulla cooperazione secondo gli standard ed i formati previsti dal sistema statist ico regionale (SISTAR); b) effettua una valutazione sistematica dei dati di cui al la lettera a) ai  fini della programmazione regionale; c) cura il monitoraggio degli effetti delle politiche per la cooperazione, anche in termini occupazionali; d) predispone e gest isce proget ti di ricerca su specifici aspetti della cooperazione. 3. L’osservatorio opera attraverso apposita struttura regionale costituita ai sensi della vigente normativa sull’apparato organizzativo della Giunta e può avvalersi, limitatamente ad alcuni compiti , della collaborazione di esperti, anche su indicazione delle organizzazioni regionali del movimento cooperativo di cui al l’art icolo 2, comma 1, lettera a). ARTICOLO 10 (Fondo speciale) 1. La Regione, per realizzare gl i interventi di cui all’articolo 2, istituisce, presso l’Agenzia Svi luppo Lazio ai sensi del l ’art icolo 24 del la legge regionale 7 giugno 1999, n. 6 (Disposizioni f inanziarie per la redazione del bilancio di previsione della Regione Lazio per l’esercizio  inanziario 1999) un fondo speciale per la promozione ed il sostegno della cooperazione. 2. La gestione del fondo speciale di cui al comma 1 è regolata da apposita convenzione stipulata tra la Regione e l’Agenzia Sviluppo Lazio nel rispet to del le disposizioni della presente legge. 3. Le spese connesse al la gest ione per i l fondo speciale di cui al comma 1, sostenute dall ’Agenzia Sviluppo Lazio, gravano sul fondo stesso. 4. Al fine di cui al comma 1 l’Agenzia Sviluppo Lazio si avvale, secondo gli indirizzi stabiliti dal piano triennale o dal piano annuale, del supporto degli al tri soggetti specializzati della rete prevista dall’articolo 24, comma 3, lettera a) del la legge regionale 6/1999 per gli aspetti di rispettiva competenza. ARTICOLO 11 (Entrata in vigore) 1. La data di entrata in vigore della presente legge regionale è differita al quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino Uf ficiale del la Regione dell’avviso relativo all’autorizzazione esplicita o implicita della Commissione europea, in relazione agli aiuti di Stato in essa previsti, ai sensi del Regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio del 22 marzo 1999, recante modali tà di applicazione dell’articolo 93 del Trattato CE. ARTICOLO 12 (Disposizioni transitorie) 1. In sede di prima appl icazione, la consulta è costi tuita ai sensi dell’articolo 7 entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. 2. In attesa dell’adozione del piano triennale per la cooperazione, la Giunta regionale, sent i ta la commissione consi liare competente, provvede, oltre che alla individuazione degli obiet t ivi st rategici che la Regione intende persegui re e del le relat ive risorse, alla determinazione degli interventi attraverso un piano annuale che specifichi quanto previsto all’articolo 5, comma 2. ARTICOLO 13 (Disposizione f inanziaria) 1. Nel bilancio regionale di previsione per l’anno 2003 e pluriennale per il triennio 2003-2005 è istituito un capitolo da iscrivere all’UPB B22 denominato “Fondo speciale per la promozione ed il sostegno alla cooperazione” con lo stanziamento di euro 1.000.000,00, incrementato dall’eventuale ammontare derivante dal la ripart izione del fondo unico istituito ai sensi del l’art icolo 86 del la legge regionale 14/1999. 2. Alla copertura dell’onere di euro 1.000.000,00 si provvede in termini di competenza mediante riduzione della posta del Fondo Sociale iscritta alla lettera a) del capi tolo T28501 ed in termini di cassa mediante riduzione del l ’UPB T25. 3. In deroga a quanto previsto dall’articolo 93 della l. r . 6/1999, le domande di cont ributo previste dal la presente legge valgono per l’esercizio finanziario in corso alla data di scadenza del termine per la presentazione del le domande stesse. * Il testo non ha valore legale; rimane, dunque, inalterata l 'efficacia degli atti legislativi originari


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