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 legge regionale n. 24/1997

REGIONE UMBRIA

LEGGE REGIONALE N. 24 DEL 06/08/1997

Provvedimenti diretti alla promozione e allo sviluppo della cooperazione.

Fonte: Bollettino Ufficiale della Regione Umbria n. 38 del 13 agosto 1997*

Articolo 1 (Oggetto).     1. La Regione dell'Umbria in conformità  agli  artt.    45  della Costituzione   e   17   del  proprio  Statuto  ed  a  quelli  fissati dall'Alleanza  cooperativa  internazionale  riconosce   la   funzione sociale ed il ruolo economico della cooperazione.     2. La Regione per i fini di cui al comma 1: -  promuove  e  sostiene  le  diverse  forme di associazione e di cooperazione  tra  lavoratori  dipendenti,  lavoratori   autonomi   e cittadini; -  disciplina gli interventi volti alla promozione, allo sviluppo ed alla qualificazione delle imprese cooperative operanti nell'ambito delle materie di competenza regionale. Articolo 2 (Consulta regionale della cooperazione). 1. E' istituita presso la Giunta regionale la Consulta  regionale della cooperazione, con funzioni consultive e propositive. 2. La Consulta è  composta: a) dall'assessore regionale alla cooperazione che la presiede; b)   da  un  esponente  designato  da  ciascuno  degli  organismi riconosciuti di rappresentanza del movimento  cooperativo  umbro,  di seguito denominati Centrali cooperative; c)  da 6 membri eletti dal Consiglio regionale, con voto limitato a 4, scelti tra esperti in materia di cooperazione. 3. La Consulta viene integrata dall'assessore regionale  preposto alla materia di volta in volta trattata o da un suo delegato. 4. La  Consulta  è   nominata  e  costituita  con  decreto  del Presidente  della  Giunta  regionale  e  dura  in  carica  quanto  il Consiglio regionale. 5. Le funzioni di segretario della Consulta sono svolte da un funzionario regionale designato dall'assessore alla cooperazione. Articolo 3  (Compiti della Consulta). 1. La  Consulta  regionale  della  cooperazione  ha  i  seguenti compiti: a) formula   proposte   per   gli  interventi  programmatici  e legislativi della Regione in materia di cooperazione; b) esprime  il  parere  sui  criteri  adottati  dal  comitato  di valutazione di cui all'art. 6; c)  formula  proposte  per  il  coordinamento degli interventi in materia di cooperazione, al fine di realizzare un razionale  utilizzo delle risorse locali, regionali, nazionali e comunitarie; d)  formula  proposte per l'attività  di raccolta, elaborazione e divulgazione dei dati presenti nel  S.I.R.,  in  materia  di  imprese cooperative; e)  propone  alla  Giunta  regionale  i  criteri da seguire nella ripartizione fra  le  Centrali  cooperative  dei  contributi  di  cui all'art. 4. 2.  La  Consulta  per  il  suo  funzionamento  può  dotarsi di un apposito regolamento interno. 3.  Il  presidente  della  Consulta  riferisce  annualmente  alla competente  commissione consiliare sulla attività  svolta in rapporto alle politiche regionali di promozione e sostegno della cooperazione. Articolo 4  (Centrali cooperative). 1. La Regione riconosce il ruolo delle Centrali  cooperative  per la  funzione  di  rappresentanza,  assistenza  e  consulenza che esse svolgono al fine di promuovere e qualificare la società   cooperativa e di integrarla nel sistema produttivo regionale. 2. Per  lo  svolgimento  dei compiti di cui al comma 1 la Giuntaregionale eroga alle  Centrali  riconosciute  un  contributo  annuale tenuto   conto   della   diffusione  e  consistenza  delle  strutture organizzative e della qualità  e quantità   dei  servizi  offerti  da ciascuna di esse. 3. Le Centrali cooperative, entro il 31 gennaio, comunicano alla Giunta regionale il proprio programma di attività   e  una  relazione delle  iniziative  realizzate  nell'anno precedente con il contributo della Regione. Articolo 5 (Strutture consortili operanti nel settore del credito). 1. La Regione  sostiene  le  iniziative  consortili  promosse  da soggetti   operanti   nel   settore  della  cooperazione  quando  non riconducibili  a  specifiche  normative  di   settore,   dirette   in particolare: a) ad agevolare l'accesso al credito a breve e medio termine; b)  a   favorire   il   finanziamento   di   nuove   iniziative imprenditoriali e i processi di ristrutturazione aziendale; c) a promuovere una azione contrattuale di  raccolta  di  risorse sui mercati finanziari; d) a sviluppare il sistema della mutua garanzia; e)  a  collaborare  alla  creazione di una rete delle istituzioni finanziarie; f) a migliorare la comunicazione tra imprese e sistema  bancario, anche  al  fine  del  miglior  utilizzo  de  gli strumenti finanziari esistenti. 2. La Giunta regionale eroga contributi annuali per alimentare  i fondi  istituiti  nell'ambito  delle strutture di cui al comma 1, che contribuiscono sia alla concessione della garanzia fideiussoria,  sia alla concessione dei contributi in conto interesse di cui al comma 3, lettere  c)  e d) dell'art. 15 della legge regionale 2 novembre 1993, n. 12. Al fine di agevolare l'accesso  a  credito  a  breve  e  medio termine  dei soggetti operanti nel settore della cooperazione sociale pur non organizzati  in  strutture  consortili  la  Giunta  regionale stipula  convenzioni con istituti di credito bancario di cui al comma 4 dell'art. 15,  della  legge  regionale  2  novembre  1993,  n.  12, destinando  a  tal  fine  quota  parte  pari  al  25  per cento dello stanziamento previsto al  comma  1,  lett.  b),  dell'art.  13  della presente legge. Articolo 6  (Progetti di cooperazione e integrazione). 1. La Regione sostiene e favorisce processi di cooperazione e  diintegrazione  tra  imprese cooperative e tra queste ed altri soggetti della comunità  regionale al fine di ottimizzare l'uso delle  risorse pubbliche e di accrescere l'efficienza delle misure agevolative. 2. I  progetti relativi possono essere presentati da consorzi di cooperative, da più  cooperative in associazione tra loro, e da altri soggetti operanti  nel  settore  della  cooperazione,  anche  per  il tramite delle Centrali cooperative. 3. I progetti, non riconducibili alla vigente normativa regionale per i singoli settori possono riguardare: a) iniziative di integrazione intercooperativa h)  certificazioni delle produzioni, dei servizi e della qualità  aziendale; acquisizione di know how, tecnologie e  metodi  di  produzione compatibili con l'ambiente; d) qualificazione della struttura organizzativa; e) rapporto con il mercato e l'utenza. 4. Particolare priorità  è  attribuita ai progetti che consentono un incremento dei livelli occupazionali. 5.   Nella   valutazione   dei  progetti  costituiscono  altresì parametri preferenziali l'adozione di istituti della qualità ,  quali i bilanci sociali e i codici etici. 6. Per  il  finanziamento dei progetti aventi dette finalità  la Regione provvede alla necessaria dotazione di risorse anche  mediante l'utilizzo  di  fondi comunitari, sulla base di quanto previsto dalle vigenti normative e, qualora  necessario,  stanziando  con  legge  di bilancio  appositi  fondi sul capitolo 5563 istituito con la presente legge. 7. La Regione riconosce ai  soggetti  operanti  nel  mondo  della cooperazione  un  contributo  per  la  redazione  dei progetti, nella misura del 25 per cento della spesa riconosciuta ammissibile  secondo modalità   e  criteri definiti dalla Giunta regionale entro 30 giorni dall'approvazione della presente legge. 8. La Regione istituisce, presso l'Area  economia  e  lavoro,  un comitato  di  valutazione formato da dipendenti di tutte le strutture regionali  interessate,  con  il  compito  di  esaminare  i  progetti presentati. 9.  I  criteri  di  valutazione  dei  progetti  e le modalità  di concessione dei finanziamenti sono sottoposti  al  preventivo  parere della  Consulta  di  cui all'art. 2, nonchè  della commissione di cui all'art. 17 della legge regionale 2  novembre  1993,  n.  12,  per  i progetti  che  riguardano le cooperative sociali, e vengono approvati con deliberazione della Giunta regionale. ARTICOLO 7  (Promozione della cooperazione sul territorio). 1. La Giunta  regionale  per  la  promozione  della  cooperazione potrà   avvalersi  di  forme  diverse di articolazione territoriale e sociale anche mediante la stipula di  convenzioni  con  enti  locali, Centrali   cooperative,   Associazioni  sindacali  dei  lavoratori  e Associazioni di categoria. ARTICOLO 8  (Unità  informativa per la cooperazione). 1. Presso l'Area  economia  e  lavoro  è   istituita  una  unità  informativa  per  la  cooperazione,  alla  quale  sono  attribuiti  i seguenti compiti: a) definire le regole  di  scambio  dei  dati  tra  le  strutture regionali  interessate,  al fine di osservare il fenomeno cooperativo nel suo insieme; b) raccogliere e normalizzare i dati dei vari enti  operanti  nel settore, attraverso il loro collegamento in rete; c) organizzare l'integrazione e l'aggiornamento dei dati; d)  predisporre  un  sistema  esperto  di supporto alle politiche regionali di intervento a favore delle imprese cooperative; e) assicurare agli organismi  pubblici  e  privati  operanti  nel settore la fruibilità  delle informazioni trattate; f) esplicare attività  di ricerca e studio del bacino cooperativo umbro; g)  monitorare  gli effetti degli interventi pubblici nel settore della cooperazione; h) monitorare il  termine  di  pagamento  per  la  fornitura  dei servizi resi alla pubblica amministrazione da società  cooperative. 2. L'unità  informativa per la cooperazione opera in raccordo con le  Centrali  cooperative,  con  le  quali  la  Giunta regionale può  stipulare apposite convenzioni per  acquisire  annualmente  tutte  le informazioni utili alla conoscenza del fenomeno cooperativo. 3.   L'unità    informativa  per  la  cooperazione  è   istituita nell'ambito del Sistema informativo regionale. Articolo 9  (Formazione professionale). 1.  La  Regione,  nell'ambito  della  propria  programmazione  in materia  di  formazione  professionale,  tiene conto delle iniziative riguardanti il comparto della cooperazione. 2. I progetti  formativi  trovano  attuazione  all'interno  delle procedure  e  dei  piani  annualmente  adottati dalle Amministrazioni provinciali, ai sensi della legge regionale 21 ottobre 1981, n. 69  successive modifiche e integrazioni. Articolo 10  (Attività  promozionale). 1. L'attività  di promozione sui mercati  dei  soggetti  operanti nel  settore  della  cooperazione  è   inserita nell'ambito dei piani annuali di promozione della commercializzazione dei prodotti umbri ed ammessa al connesso finanziamento. 2. La Regione favorisce la partecipazione di società  cooperative a progetti di cooperazione allo sviluppo. ARTICOLO 11 (Abrogazione). 1. E abrogata la legge regionale 5 maggio 1976, n.20 ARTICOLO 12 (Norma transitoria). 1. La Consulta di cui alla legge regionale 5 maggio 1976, n.  20, resta   in  carica  fino  all'insediamento  della  Consulta  prevista dall'art. 2, cui la Regione provvede nel termine di centoventi giorni dall'entrata in vigore della presente legge. ARTICOLO 13  (Norma finanziaria). 1. Per l'attuazione  degli  interventi  previsti  dalla  presente legge  sono  autorizzati,  a  carico  dello stato di previsione della spesa del bilancio preventivo regionale per l'anno 1997,  i  seguenti stanziamenti di spesa, sia in termini di competenza che di cassa: a)  lire  350.000.000  per  le  finalità   di cui all'art. 4, con iscrizione al cap. 5561 di nuova istituzione denominato:  "Contributi a favore del movimento cooperativo"; b) lire 300.000.000 per le  finalità   di  cui  all'art.  5,  con iscrizione  al cap. 5562 di nuova istituzione denominato: "Contributi diretti ad  agevolare  l'accesso  al  credito  da  parte  di  imprese cooperative"; c)  lire  100.000.000  per  le  finalità   di cui all'art. 6, con iscrizione al cap. 5563 di nuova istituzione denominato:  "Contributi per la redazione  di  progetti  diretti  a  favorire  i  processi  di cooperazione e di integrazione tra le imprese cooperative"; d)  lire  50.000.000  per  le  finalità   di  cui all'art. 8, con iscrizione al cap. 5515 di nuova istituzione  denominato  "Spese  per l'unità  informativa per la cooperazione". 2. All'onere complessivo  di  lire  800.000.000  previsto  al precedente comma si fa fronte come segue: a)  quanto  a  lire  500.000.000   con   pari   riduzione   dello stanziamento  previsto  all'esistente cap. 5560 della parte spesa del bilancio regionale 1997; B) quanto a  lire  200.000.000  con  quota  della  disponibilità esistente  sul fondo globale del cap. 9710 del bilancio di previsione dell'esercizio 1996, elenco n.  5, allegato a detto bilancio  che  in attuazione  dell'art.  26, commi 5 e 6 della legge regionale 3 maggio 1978, n.  23, viene iscritta nella competenza dell'anno 1997; c)  quanto  a  lire  100.000.000   con   pari   riduzione   dello stanziamento  previsto dall'esistente cap. 2882 della parte spesa del bilancio regionale 1997. 3. La Giunta regionale, a norma dell'art. 28, comma 2 della legge regionale di contabilità  n. 23/78 è   autorizzata  ad  apportare  al bilancio  regionale  di  previsione  per  l'anno  1997 le conseguenti variazioni sia in termini di competenza che di cassa. 4. Per gli anni  1998  e  successivi  l'entità   della  spesa  è determinata  annualmente  con  legge di bilancio, a norma dell'art. 5 della legge regionale n. 23/78. La presente  legge  regionale  sarà   pubblicata  nel  Bollettino Ufficiale  della  Regione.  E'  fatto  obbligo  a  chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione dell'Umbria. Data a Perugia, addì  6 agosto 1997

* Il testo non ha valore legale; rimane, dunque, inalterata l'efficacia degli atti legislativi originari.                                        



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