Complesso monumentale di San Martino Maggiore

Il Convento ed il Chiostro, sul quale si affacciano parte dei locali adibiti a Biblioteca e sala di lettura del Centro, appartengono alla parte più antica dell'intero complesso, risalente al '400. In particolare gli ambienti attualmente adibiti a Sala Convegni e uffici erano parte del Convento (refettorio, camere dei frati), trasformati poi, con la soppressione napoleonica, nei locali occupati fino al 1980, dal Teatro-Cinema Contavalli, ed ora parzialmente destinati ad uso di civile abitazione.

Basilica di San Martino Maggiore (via Oberdan, angolo via Marsala)

La Basilica, fondata nel 1217 dai Carmelitani Scalzi e rimaneggiata verso la metà del '400 dai Carmelitani della Congregazione di Mantova, subì ulteriori rifacimenti negli anni successivi, guidati dall'architetto Giovanni da Brensa. L'interno della Basilica ha struttura gotica a tre navate, ed è un esempio ben conservato delle grandi chiese conventuali del tardo Medioevo. Nella lunetta della porta laterale di via Marsala, appare un altorilievo in terracotta attribuito a Francesco Mancini, che raffigura "S. Martino che copre il povero" (1531). Magnifica è la Sagrestia del 1624 a forma di piccola chiesa con presbiterio delimitato da colonne : ha imponenti armadi e si adorna di numerosi dipinti di vario interesse. Nel 1983, sotto un dipinto, è stato recuperato un frammento di uno straordinario affresco di Paolo Uccello riferibile al 1437 che rappresenta " La Natività"; dalla Sagrestia fu poi trasferito ed è ora esposto nella Cappella Paltroni Marescotti della Basilica. Sopra la Sagrestia, e ad essa coeva, era l'elegante Sala della Biblioteca conventuale. Nella piazza antistante la Basilica , fu eretta nel 1705 la colonna con la statua della Madonna del Carmine, di Andrea Ferrari. Nel 1879, su disegno di Giuseppe Modenesi, fu eseguito il rifacimento della facciata della Basilica.

Convento e Chiostro

Dalla Basilica, si passa poi al Chiostro dei Morti progettato da Giovanni da Brensa nel 1510, il chiostro fu cimitero del convento e qui vi si trovano numerose iscrizioni sepolcrali, alcune con ornati e decorazioni in terracotta. Entrando in via Mentana al n.2-4 sono tuttora visibili alcune preesistenze riferibili ad un altro grande chiostro dei carmelitani di S. Martino, il cui piano inferiore fu costruito negli anni 1454/61 da Tommaso da Imola, e due logge superiori, oggi chiuse, costruite sotto la direzione di Giovanni da Brensa alla fine del Quattrocento. Il grande Convento con la costruzione dei cinque chiostri, giunse verso la fine del '600 a comprendere l'intera area tra le vie Oberdan, Marsala, Mentana e Moline.

Teatro-Cinema Contavalli

Fino ad alcuni lustri fa, qui (via Mentana, 2) c'era il Teatro-Cinema Contavalli che era sorto nel 1814 in una parte dell'ex Convento di S. Martino. Fu in questo teatro, di proprietà del Conte Antonio Contavalli, che il 2 aprile 1815 venne festeggiato l'ingresso di Gioacchino Murat nella città, lasciata solo due giorni prima dagli austriaci, con un inno composto e diretto da Gioacchino Rossini; e fu al Contavalli che i bolognesi nell'agosto del 1816, ascoltarono per la prima volta "Il Barbiere di Siviglia"; e con grande successo "La Sonnambula" di Vincenzo Bellini nel 1866. Successivamente il teatro ospitò la compagnia di Alfredo Testoni che con un repertorio dialettale di alto livello artistico tenne viva l'istituzione fino al 1914. Il teatro divenne poi sala cinematografica fino al 1980, quando l'edificio fu ristrutturato ad uso residenziale, denominato Condominio Contavalli e tuttora esistente.